Creme solari: piccola guida al loro acquisto per evitare fregature

Con l’estate ormai alle porte comincia la corsa all’acquisto del corredo per il perfetto bagnante. E dentro la nostra borsa da spiaggia, più comoda e capiente che si può, non deve assolutamente mancare la protezione solare, indispensabile per proteggerci dalle scottature e dagli effetti nocivi dell’esposizione al sole. Tuttavia, la scelta della crema solare va fatta con molta cautela per evitare di spendere inutilmente denaro nell’acquisto di prodotti che promettono ciò che in realtà non possono mantenere.

Anzitutto sappiate che è dei giorni scorsi la messa al bando, da parte dell’Emea (l’agenzia europea del farmaco), delle creme solari che recano sull’etichetta la dicitura “protezione totale” o “schermo totale”. Questo tipo di indicazione infatti è da ritenersi “fuorviante e inesatta” poichè, come affermano gli esperti, non esiste alcuna crema solare in grado di proteggere completamente dagli effetti nocivi del sole.

Pane: previsti ulteriori rincari

Brutte notizie per noi consumatori, infatti a quanto pare se proseguirà la corsa dei prezzi dei cereali il pane sarà destinato a rincarare ancora. Lo afferma Edvino Jerian, presidente della Federazione italiana panificatori (Fippa), sottolineando che “in questo scenario di rincari delle materie prime c’è poco da fare, gli sforzi dei panificatori sono però per un prezzo giusto che tenga conto delle difficoltà economiche dei consumatori”.

“I rincari del pane – sottolinea Jerian – risentono non solo dell’aumento delle materie prime quali il grano, ma anche dei costi relativi agli aspetti del processo produttivo. Non si può dunque riversare sui panificatori la colpa degli aumenti”. Secondo i calcoli dell’associazione, al costo del lavoro, che influisce del 45 per cento sul prezzo finale si aggiunge un 25 per cento per le materie prime, un 10 per cento per l’ammortamento degli impianti e un 5 per cento per le utenze energetiche. Inoltre, si deve calcolare un 10 per cento relativo a oneri fiscali, tributari, bancari e altro.

Guida ai farmaci generici: risparmiare sull’acquisto di Aleve, Momendol e Synflex

Aleve, Momendol e Synflex sono farmaci antinfiammatori e antidolorifici contenenti come principio attivo naproxene. Per questi farmaci, come per molti altri dei quali vi abbiamo già parlato, esistono le versioni cosiddette “generiche” o “equivalenti” che, anche in questo caso, recano come denominazione il principio attivo, naproxene appunto.

I generici sono disponibili in capsule, supposte e gel. Vediamo adesso, calcolatrice alla mano, quanto ci permette di risparmiare scegliere farmaci generici in luogo di quelli di marca.

Alcuni farmaci di marca contenenti naproxene:

  • Synflex 30 compresse rivestite da 550 MG: 8.54 euro (0.52 euro/g)
  • Synflex 10 supposte da 550 MG: 7.23 euro (1.3 euro/g)
  • Momendol 24 compresse rivestite da 220 MG: 8.5 euro (1.61 euro/g)
  • Aleve 10 compresse da 220 MG: 4,85 euro (2,2 euro/g)
  • Naprosyn gel 10% confezione da 50 grammi: 6.97 euro (1.39 euro/g)
  • Telecom: Dal primo luglio tariffe più convenienti per chiamate fisso-mobile

    Ottime notizie per noi consumatori, infatti si prospetta un estate meno cara per chi chiamerà un cellulare da un telefono fisso con operatore Telecom Italia. Queste due nuove tariffe rispondono ad altrettante delibere dell’Autorità delle telecomunicazioni, e scatteranno dal primo luglio:

    Il taglio delle tariffe di terminazione, ve ne avevamo già parlato in questo articolo e la riduzione della quota destinata all’operatore fisso, che nel 2008 deve scendere del 4,3 per cento. Le riduzioni sono particolarmente significative per le famiglie: lo scatto alla risposta resterà invariato a 7,87 centesimi, ma scenderanno le tariffe per ogni minuto di conversazione.

    Istat: inflazione record dal agosto ’96

    Inflazione di maggio è salita al 3,6 per cento, acquistando 0,3 punti rispetto ad aprile, affermando cosi un nuovo record storico, che non si registrava dal agosto del 1996. Questo è quello che emerge dalla stima preliminare del’Istat. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo registra a maggio una variazione del +0,6 per cento su aprile e del +3,7 per cento su maggio 2007 (contro il +3,6 per cento registrato ad aprile 2008).

    L’inflazione di fondo si porta al 2,6 per cento, mentre il tasso di inflazione acquisito è del 3 per cento. A maggio gli incrementi tendenziali più elevati si sono avuti per i capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,8 per cento), trasporti (+6,2 per cento), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+5,7 per cento). In calo comunicazioni (-3,5 per cento) e servizi sanitari e spese per la salute (-0,2 per cento).

    Il latte nel napoletano è il più caro d’Italia

    Nell’area di Napoli e dintorni il latte costa mediamente il 7 per cento in più rispetto ai valori massimi, e il 15 rispetto ai valori medi delle altre città italiane. Questo quanto rilevato dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha inviato al presidente dell’Autorità garante della Concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà, una segnalazione “su anomalie e difformità dei livelli di prezzo del latte fresco nella città di Napoli”.

    Il dossier – spiega una nota del ministero – è pervenuto dal Garante per la Sorveglianza sui prezzi, Antonio Lirosi, “che aveva ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini”. Dalle rilevazioni effettuate dall’Osservatorio dei prezzi è emerso che nel napoletano un litro di latte arriva a costare fino a 1,90 euro, appunto il livello più alto in Italia.

    Biglietto aereo cartaceo addio!

    Biglietto aereo cartaceo addio, dal primo giungo entreranno in vigore i biglietti aerei elettronici, con notevoli benefici per i consumatori. Quali sono questi vantaggi? Secondo Confconsumatori in primis in caso di smarrimento del biglietto si guadagnerà in tempo e denaro.

    Perso il biglietto cartaceo, infatti, il passeggero doveva affrontare un iter lungo e dispendioso: fare regolare denuncia all’autorità competente, richiedere formalmente il rimborso al vettore che rispondeva non prima di sei mesi, ma, soprattutto, acquistare un altro biglietto per partire nell’immediato, spendendo, senza rimborso, anche una somma superiore a quella dell’originario titolo.

    Ecco il vademecum dell’Adiconsum sull’accordo Abi-Governo sui mutui

    Voglio segnalarvi l’ottimo vademecum stilato da Adiconsum che permette di far capire meglio al consumatore come utilizzare al meglio l’accordo Abi-Governo. Questi i 13 punti creati:

    1. A chi è rivolto l’accordo Abi-Governo sui mutui?
    Possono richiederlo tutte le famiglie che hanno un mutuo a tasso variabile per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della prima casa (abitazione principale).
    Tutte le banche che aderiranno all’accordo saranno quindi vincolate (obbligate) a concedere questa
    agevolazione ai mutuatari che ne fanno richiesta.
    2. Quali sono i tempi dell’operazione? Quale trasparenza?
    Le banche entro fine anno dovranno comunicare ai consumatori le varie possibilità per contenere la rata del mutuo: rinegoziazione, portabilità del mutuo presso altra banca, o eventuale adesione all’accordo Abi-Governo.
    L’Autorità Antitrust ha precisato e questa è stata anche una richiesta delle associazioni consumatori che le banche devono redigere fogli informativi sintetici in grado di fornire stime dei costi e dei vantaggi attesi in base ad esempio alle ipotesi alternative sull’andamento dei tassi e sull’allungamento del finanziamento per una scelta economicamente razionale ed informata.
    Le associazioni hanno anche chiesto al ministro che nell’accordo la banca sia impegnata ad una informazione periodica sulla situazione del mutuo e degli addebiti maturati sul conto finanziamento.
    3. Di quanto si riduce la rata mensile grazie all’accordo Abi-Governo?
    Il riferimento su cui calcolare la nuova rata saranno i tassi di interesse in vigore nel 2006. Per avere un ordine di idee su un mutuo di circa 100.000 euro di durata 25 anni la riduzione approssimativa è di circa 100 euro, ma un calcolo va fatto mutuo per mutuo in base alla decorrenza e alla durata.
    Per fare un esempio se la rata attuale è di circa 800 euro/mese, 700 si dovrà continuare a pagarli; la
    differenza sarà invece addebitata su un conto. Per cui a fine anno in quel conto si avrà un debito con la banca pari a 100 euro per 12 mesi, cioè 1.200 euro. Su questo debito verrà calcolato un tasso di interesse (Eurirs 10 anni + 0,50 per cento) attualmente del 5,22 per cento (un tasso leggermente inferiore a quello attualmente di mercato).
    Se il mutuo di 100.000 euro fosse di 15 anni, la riduzione della rata indicativamente sarà di circa 50 euro.

    Esenzione ICI ecco il decreto ufficiale

    Il testo del provvedimento sul abolizione del ICI non è stato ancora ufficializzato sulla Gazzetta Ufficiale, ma questo viene anticipato dal Sole24. In sostanza vengono confermate le anticipazioni circolate durante gli scorsi giorni, ad eccezione di qualche problema interpretativo che sicuramente verrà corretto durante l’iter parlamentare.

    Innanzitutto Via l’Ici sulla prima casa escluse case signorili (categoria A1), ville (A8) e castelli (A9). Stop per regioni ed enti locali ad aumenti di tributi, addizionali e aliquote, infatti bisognerà attendere la definizione del nuovo patto di stabilità.

    Indagine sui farmaci di fascia C

    Nelle farmacie gli sconti sui medicinali da banco vanno dal 5 al 10 per cento, per avere una riduzione che tocca il 20 per cento bisogna andare nei grandi ipermercati. Anche se nonostante il risparmio molti ipermercati risultano ancora poco assortiti. In alcune città del sud come Catanzaro e Bari sono, addirittura, quasi inesistenti i center della salute così come gli ipermercati o i supermercati non sono ancora riforniti dei farmaci da banco come la legge prevede. Questo quanto emerge da un indagine effettuata da Codici, finanziato dal ministero dello Sviluppo economico.

    Nei periodi da giugno a novembre 2007 e da gennaio a febbraio 2008 è stato confrontato il prezzo di 30 farmaci da banco di largo consumo nei sei capoluoghi di Lombardia, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia e Calabria. L’indagine è stata svolta prendendo come riferimento farmacie, parafarmacie, ipermercati e center della salute (ove presenti), verificando la differenza del prezzo tra i diversi punti vendita e il prezzo da listino. Il confronto è stato realizzato in relazione al costo dei farmaci da prontuario. Questi i risultati:

    Ecco a quanto ammontano le spese energetiche

    Il costo del carburante è oramai fuori controllo. Questo il pensiero di Adusbef e Federconsumatori che prevedono una spesa energetica per le famiglie di 1200 euro al mese. Con gli attuali andamenti del prezzo del petrolio,calcolano le associazioni, l’Erario si avvia ad incassare “un miliardo e mezzo di più di entrate”. E a “questi ritmi si arriverà ben presto a due miliardi di euro”, sottolineano le due associazioni, che chiedono al più presto un taglio sulle accise dei carburanti di almeno 6 centesimi al litro.

    In base ai loro calcoli, “ai prezzi odierni, si stanno raggiungendo aumenti di 240 euro annui per la benzina e di 384 euro per il gasolio”. Considerando tutte le voci del capitolo energia, vanno sommati 205 euro l’anno per luce e gas, 175 per il riscaldamento domestico, 292 per carburanti (media consumi tra benzina e gasolio). Totale: 672 euro.

    10 Consigli dall’Unione Petrolifera per risparmiare benzina

    E iniziamo la giornata con un altro decalogo per risparmiare sul carburante. A stilarlo “niente popò di meno che” direttamente l‘unione petrolifera, che ha aderito a una campagna europea, estesa a 29 paesi, lanciata dalla Commissione Ue e da Europa, l’associazione dell’industria petrolifera europea.

    Il titolo della campagna è “Risparmia carburante. E molto di più”: 40 le compagnie petrolifere coinvolte, più di 45 mila le stazioni di servizio che vi parteciperanno (3.000 in Italia) distribuendo milioni di libricini informativi. Dieci i consigli per risparmiare. E inquinare meno.

    Risparmiare sulle sigarette (se proprio ci tenete a fumare!) con la sigaretta elettronica

    Se proprio non riuscite a smettere di fumare, nonostante sappiate che il fumo nuoce gravemente alla salute e discretamente alle vostre tasche, abbiano qualche interessante suggerimento per voi. Vogliamo parlarvi infatti della sigaretta elettronica. Sapete già di cosa si tratta?

    La sigaretta elettronica è stata pensata dai cinesi del Gold Dragon Group per aiutare i fumatori più accaniti a smetterla con il vizio delle bionde e creata dagli stessi per assomigliare il più possibile ad una vera e propria sigaretta: si tratta di un astuccio che permette di aspirare il fumo regalando a chi lo utilizza la sensazione di fumare veramente e appagare così il bisogno psicologico legato al gesto.

    Ricambi auto cinesi: mettiamoli alla prova

    Prepariamoci all’ennesima invasione di prodotti cinesi, questa volta si tratta di ricambi auto. Costano la metà, a volte persino un terzo degli originali, ma ci sono dubbi sulla loro qualità. Il mensile Quattroruote, che ha condotto alcune prove, solleva qualche dubbio, ma suggerisce di “prendere in considerazione questa soluzione per le auto di minor valore, proponendola a carrozzieri ed auto riparatori, quando gli elementi da sostituire non riguardino la sicurezza del veicolo”.

    Più nello specifico Quattroruote ha acquistato in incognito alcuni componenti di fabbricazione asiatica, pubblicando i risultati dell’analisi sul numero di giugno. Sotto la lente degli esperti sono passati un parafango della Lancia Y e il faro anteriore della Fiat Punto, modelli italiani molto popolari.