Quanto si risparmia evitando di fumare, se i risultati dopo 400 sigarette sono questi

Grazie al buon e caro Pizzicone di Dissacration vengo a conoscenza di un video che mi ha dato l’ispirazione per l’articolo di oggi. Il video lo potete trovare a fondo pagina, come molti di voi avranno intuito oggi vi parlo di sigarette, e più precisamente di quanto si risparmia evitando di fumare.

Prendiamo il fumatore medio, che diciamo consuma una media di 10 sigarette al giorno, ipotiziamo anche che il prezzo medio di un pacchetto sia di 3,50 euro. Questo vuol dire che al giorno spenderà 1,75 euro mentre in un mese si arriveranno a spendere ben 52 euro, e stiamo comunque parlando di un fumatore moderato, in quanto quelli più accaniti arrivano a fumarsi un intero pacchetto al giorno, con costi in termini di prezzo e salute altissimi. Ma ritorniamo al nostro fumatore medio che in un anno avrà consumato 630 euro in fumo.

Le 10 regole d’oro per risparmiare su frutta – verdura e non solo

Data la grande speculazione che c’è sui prezzi degli alimentari in questo periodo noi di GuadagnoRisparmiando abbiamo pensato bene di preparare un decalogo per risparmiare su quei prodotti dove la speculazione è maggiore, sto parlando di frutta e verdura. Ecco 10 regole d’oro per risparmiare su frutta e verdura:

  • Innanzitutto il consiglio più scontato è che se possibile rinviate l’acquisto di quel determinato prodotto fino a quando non finisce la speculazione che c’è su di esso.
  • Secondo consiglio, che a volte si da per scontato, no alle primizie, è vero oramai ci siamo abituati a trovare tutti i tipi di frutta e verdura in tutte le stagioni, ma per la salute del nostro portafoglio è consigliato comprare solamente frutta di stagione. Le primizie oltre a non essere il massimo di qualità ed avere valori nutrizionali molto bassi, sono molto costose.
  • Cambiate negozio infatti è importante scegliere accuratamente il negozio dove si decide di andare a fare acquisti, e non sempre il supermercato sotto casa è il più conveniente. Se vi sembra che il vostro commerciante di fiducia ha alzato un pò troppo i prezzi, e vi servite da questo solamente per pigrizia, sappiate che basta fare anche solamente 500 metri per trovare prezzi molto più vantaggiosi.
  • La tipologia di negozio è molto importante, nei discount sulla frutta e verdura si può risparmiare anche un buon 50 per cento, anche nei mercati comunali il risparmio è stimato attorno al 40 per cento, spesso però nei discount non si trova frutta degna di essere chiamata in questo modo, per questo voglio segnalarvi che esistono grandi catene di distribuzione specializzate in prodotti ortofrutticoli.

Ecco alcuni consigli per risparmiare sui vestiti, outlet e non solo

Rinunciare ad un capo firmato o più semplicemente ad un capo di qualità è difficile per tutti, ci sono persone che più di altri badano alle marche ed alle firme quando si tratta di vestiti e ci sono persone a cui non gli e ne può fregare di meno, e che badano solamente alla qualità. Beh in entrambi i casi penso sappiate quanto costano i vestiti, in un negozio, se cercate roba di qualità senza disdegnare una buona firma dovete sborsare almeno 100 euro. Per questo negli anni sono nati outlet o spacci per permettere a tutti di avere un capo firmato a basso costo.

Ma innanzitutto analizziamo la differenza tra uno spaccio e un outlet, il primo è una rivendita delle collezioni di stagioni passate e di seconde scelte di una sola azienda o marca, gli outlet invece sono store di più aziende e marche griffate, nei quali è possibile trovare capi d’abbigliamento con piccoli difetti di fabbricazione o che magari sono in sovrapproduzione. Andare ad acquistare i propri capi in queste due tipologie di negozio permette un risparmio fino al 70 per cento. Per cercare gli spacci o l’outlet più vicino a voi vi consiglio di visitare questo sito qui, dove tutti i negozi sono divisi per regione.

Contraccettivi gratuiti per tutte le donne pugliesi e non solo

Permettetemi di dire ottima iniziativa in Puglia dove ieri la giunta regionale ha deciso che da qui ad un mese gli anticoncezionali saranno gratuiti per le donne a basso reddito e per le emigrate. L’assessore alla Sanità della Regione, Alberto Tedesco ha dichiarato che:«E’ una decisione che ha l’unico obiettivo di tutelare la salute della donna, di contrastare la piaga insostenibile dell’aborto e di attivare politiche di prevenzione consapevoli e condivise».

Va detto che la decisione è unica nel suo genere in Italia e non ha precedenti. I medici dei consultori pugliesi potranno distribuire anticoncezionali gratuitamente alle ragazze di basso reddito, con esenzione dal pagamento del ticket, alle extracomunitarie ed alle neo comunitarie, alle donne che hanno partorito di recente. Come detto la delibera votata ieri entrerà in vigore solamente tra un mese, quando potranno essere distribuiti: la pillola concezionale, l’anello vaginale, il cerotto ed i contraccettivi di nuova generazione. Non verrà distribuita malgrado le richieste pressanti dei consultori la cosiddetta pillola del giorno dopo.

Ecco alcuni consigli per risparmiare quando si fa la spesa

Oramai tutti coloro che leggono questo blog sanno che per risparmiare al giorno d’oggi servono delle piccole accortezze, e che altrimenti non si va da nessuna parte. Per questo motivo le associazioni dei consumatori si prodigano nel darci dei piccoli consigli per risparmiare quando si fa a fare la spesa. Ma bando alle chiacchiere e vediamo di cosa si tratta:

  • Cercare di fare una lista dettagliata che andrà rispettata assolutamente
  • Non andare al supermercato con altre persone, sopratutto con i bambini, perchè a volte chiedono prodotti non necessari a cui è difficile dire di no
  • Non andate mai al supermercato a stomaco vuoto, il banco della gastronomia può diventare la vostra fine
  • Accertarsi delle offerte promozionali controllando che il prezzo sia effettivamente più basso e che la data di scadenza non sia troppo prossima. Accertarsi che la quantità non sia esagerata rispetto al nostro utilizzo comune.
  • Procurarsi assolutamente un volantino con tutte le offerte promozionali, e se possibile richiedere una carta fedeltà
  • Acquistare delle ricariche per i saponi liquidi o i detersivi
  • Scegliere le confezioni più grandi perché consentono di risparmiare, senza esagerare però

Istat: aumenti tra i 1000 e i 1700 euro per le famiglie italiane

L’aumento dell’inflazione comporterà per le famiglie italiane un aumento tra i 1000 ed i 1700 euro, almeno stando alle stime delle associazioni dei consumatori. Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi:“i dati forniti dall’Istat sono assolutamente allarmanti, di questo passo, con un’inflazione al 3,3 per cento e con gli incrementi registrati nei settori trasporti e alimentazione da gennaio in poi si rischia una maxi-stangata su base annua pari a 1.200-1.300 euro a famiglia e se si considera la tendenza dell’Istat a sottostimare i rincari – aggiunge – un’inflazione così elevata può voler dire solamente che ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza nazionale”.

Secondo l’Adoc invece si profila un aumento di circa 1000 euro a famiglia:“La spirale inflazionistica a cui stiamo assistendo sta erodendo pesantemente i redditi delle famiglie e le loro possibilità di risparmio, è gravissimo che tra i prodotti più soggetti ai rincari ci siano sempre gli alimentari e i carburanti, due beni irrinunciabili e a maggior diffusione d’acquisto”.

Mozzarelle: I commenti delle associazioni dei consumatori

Buone le reazioni delle associazioni dei consumatori all’epilogo sulla vicenda della mozzarella di bufala campana. Il Movimento a difesa del cittadino e Federconsumatori chiedono i nomi delle aziende coinvolte nella vicenda per dare fiducia ai consumatori. “I cittadini – afferma Silvia Biasotto, responsabile del Dipartimento sicurezza alimentare di Mdc – hanno diritto a un’informazione trasparente. Ogni anno il Movimento Difesa del Cittadino presenta ‘Italia a Tavola’, rapporto sulla sicurezza alimentare: dall’indagine – sottolinea – emergono tanti dati di sequestri e di frodi alimentari, ma anche il grande lavoro che tutte le istituzioni e gli organi di polizia svolgono.

Basti pensare che l’Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari negli ultimi 2 anni ha incrementato i controlli di oltre il 50 per cento”. “C’è molta confusione, in questi giorni, intorno all’allarme diossina nella mozzarella di bufala”. Invece chiede Federconsumatori che venga pubblicata la lista dei prodotti interessati dalla contaminazione e che si rendano pubblici i risultati delle analisi svolte e tutt’ora in atto. “Solo così, operando in maniera chiara, si potrà restituire la fiducia ai consumatori, già preoccupati per il loro potere di acquisto”, conclude l’associazione. Invece il Codacons chiede un intervento del governo perché aiuti i produttori di mozzarella di bufala danneggiati da quest’allarme diossina, l’Unione nazionale consumatori ricorda che “il consumatore può scegliere fra diversi tipi di mozzarella, deve solo fare attenzione alle denominazioni”.

Bufala: tutto è bene ciò che finisce bene

Controlli, rititi ed un operazione a tappeto d’ispezione in tutti i caseifici e allevamenti campani, con particolare attenzione alle province di Napoli, Caserta e Avellino. Queste le parole del ministro della Salute Livia Turco, che ha inviato in mattinata alla Commisione Europea, per scioglire la tensione che si era creata in questi ultimi giorni intorno al caso della mozzarella di bufala e del latte che erano risultati essere positivi ai controlli sulla diossina.

Una lettera che mette d’accordo l’Unione Europea che non più tardi di ieri aveva definito lacunose le informazioni fornite dall’Italia, mentre oggi 28 marzo ha deciso che non prenderà nessuna iniziativa a livello europeo ed in più si è detta soddisfatta del lavoro congiunto con le autorità italiane.

I prezzi di bar ed i ristoranti sono nella media europea

Ristoratori e commercianti non vogliono essere additati come responsabili dell’aumento dei prezzi e dicono che il dato di rincaro è molto più basso di quello registrato a livello europeo. Questa è la conclusione a cui giunge un analisi dell’Ufficio Studi Fipe-Confcommercio sull’inflazione dopo il passaggio all’euro. Il freno inflativo dei prezzi di bar e ristoranti contribuisce invece a tenere l’Italia in linea con la media Ue.

“Il settore dei pubblici esercizi si presta strutturalmente ad essere annoverato su base nazionale fra quelli dove il dato percentuale dei rincari è più alto, invece è molto più basso di quello registrato a livello europeo. Sia nei paesi dell’Unione europea a 27, sia in Eurolandia nei sette anni successivi all’entrata dell’euro, l’inflazione è aumentata nel settore della ristorazione molto di più di quanto non sia cresciuta in Italia. Anzi, la crescita inflativa sotto controllo della ristorazione aiuta l’Italia a rimanere allineata alla media europea”.

Trovati 3 pigiami per bambini dannosi per la salute, la provenienza non è sempre sinonimo di qualità

Interessante analisi di Altroconsumo sugli indumenti per bambini, dalla quale analisi è emerso che viene fatto un largo uso di sostanze chimiche in questi indumenti che invece dovrebbero essere più naturali possibili. Tre i pigiamini, su quindici presi in esame, che sottoposti a test di laboratorio sono risultati essere positivi a sostanze nocive dannose per la salute. In due capi è stata riscontrata una quantità eccessiva di ftalati, sostanza già bandita nella produzione di prodotti destinati ai bambini. Nell’altro invece è stato trovato un colorante cancerogeno.

I pigiamini sottoposti a test sono stati scelti tra i più comuni, prevalentemente destinati ai bimbi da zero a due-tre anni, venduti nella grande distribuzione, nei negozi per l’infanzia, in catene d’abbigliamento e di intimo. Il problema è che in Italia il settore della produzione tessile è privo di direttive e regole che tutelino e regolino la sicurezza del consumatore. Per dovere d’informazione i 3 capi incriminati sono il pigiamino Blukids di Upim, il pigiamino Texbasic di Carrefour ed infine il pigiamino Tezenis.

Cresce il divario degli stipendi tra Nord e Sud

Gli italiano sono sempre più poveri. Questo quanto emerge dal IX Rapporto sulle Retribuzioni presentato da OD&M Consulting società che collabora con il Sole24Ore. Infatti nel 2007 è rallentata la crescita delle retribuzioni per ogni categoria. Rimane in difficoltà chi lavora al Sud mentre le donne vedono aumentare la distanza rispetto agli stipendi degli uomini.

Le retribuzioni medie lorde annue di categoria rilevate a livello nazionale nel 2007 sono risultate essere pari a: 101.334 euro per i dirigenti, 50.346 euro per i quadri, 25.340 euro per gli impiegati, 21.484 euro per gli operai. Rispetto al 2006 le quattro categorie presentano grosse differenze, che vanno dallo 0% dei dirigenti e il +3,1% dei quadri. L’inflazione misurata dall’Istat per quello stesso periodo è stata del 1,8 per cento.

Mozzarella di Bufala: ecco la lista dei sequestri e dei controlli

L’allarme bufala sta facendo crollare i consumi, si stima in un 80 per cento circa con perdite per il settore di 30 milioni di euro. E mentre il Codacons annuncia una class action a difesa della mozzarella di bufala il CODICI ricorda che la produzione di mozzarelle di bufala è di circa 33 mila tonnellate, con un fatturato di oltre 300 milioni di euro e che questo si traduce in lavoro per circa 20mila famiglie.

La Federconsumatori aveva richiesto la lista dei prodotti e dei produttori coinvolti, lista che nella giornata di ieri è stata resa pubblica. Ed è sopratutto la provincia di Caserta, seguita a ruota da quella di Napoli, l’area dove si sono concentrati i sequestri ed i controlli da parte del Noe, su direttiva della Direzione distrettuale antimafia appunto, per accertare la presenza o meno di diossina nelle mozzarelle di bufala.

Allarmismi ingiustificati per la vicenda diossina nella mozzarella di bufala

Qualche giorno fa mi ero occupato del problema diossina presente nelle mozzarelle di bufala, le indagini continuano ad andare avanti ed è molto probabile che la presenza dell’agente tossico sia dovuta all’emergenza rifiuti che ha colpito la Campania in questi ultimi mesi. Inoltre è stato specificato che i livelli di diossina trovati sono leggermente superiori a quelli consentiti per legge. La Cia ovvero la Confederazione italiana agricoltori ha dichiarato, come il sottoscritto, ingiustificati gli allarmi che sono solo dannosi per l’economia e possono provocare un effetto psicosi simile a quello della mucca pazza o dell’aviaria, del quale ci siamo già occupati. Inoltre sono state dichiarate, come era d’obbligo, nuove iniziative di controllo sulle aziende.

Inoltre in questi giorni è stato anche disposto il blocco dell’importazione della mozzarella di bufala in Corea, che comunque rappresenta una minima parte del fatturato complessivo. Gli agricoltori sono piuttosto preoccupati per il fatto che essendo la bufala un formaggio nazionale si vanno a toccare molte realtà produttive, e non solo in Campania, ma anche in Puglia e Lazio.

Milano: risparmiare sulla spesa alimentare

Milano è per antonomasia una delle città più care d’Italia e per cercare di cambiare questa situazione il Comune e la Coldiretti hanno proposto la creazione di un outlet del cibo, dove coniugare qualità e prezzi abbordabili. In questo posto si possono trovare verdure carni latte e derivati prodotti in loco e a prezzi davvero molto concorrenziali.

Un idea che potrebbe far risparmiare molto tempo ai consumatori, che non sarebbero più costretti a navigare da un supermercato all’altro alla ricerca del prezzo migliore. Si stimano in più di 10 mila i consumatori che già da qualche tempo fanno la spesa nei mercati all’ingrosso della città, dove prima si potevano trovare solamente verdura, pollo e pesce, e da poco è possibile comprare anche della carne.