Mozzarella di Bufala: ecco la lista dei sequestri e dei controlli

L’allarme bufala sta facendo crollare i consumi, si stima in un 80 per cento circa con perdite per il settore di 30 milioni di euro. E mentre il Codacons annuncia una class action a difesa della mozzarella di bufala il CODICI ricorda che la produzione di mozzarelle di bufala è di circa 33 mila tonnellate, con un fatturato di oltre 300 milioni di euro e che questo si traduce in lavoro per circa 20mila famiglie.

La Federconsumatori aveva richiesto la lista dei prodotti e dei produttori coinvolti, lista che nella giornata di ieri è stata resa pubblica. Ed è sopratutto la provincia di Caserta, seguita a ruota da quella di Napoli, l’area dove si sono concentrati i sequestri ed i controlli da parte del Noe, su direttiva della Direzione distrettuale antimafia appunto, per accertare la presenza o meno di diossina nelle mozzarelle di bufala.

Allarmismi ingiustificati per la vicenda diossina nella mozzarella di bufala

Qualche giorno fa mi ero occupato del problema diossina presente nelle mozzarelle di bufala, le indagini continuano ad andare avanti ed è molto probabile che la presenza dell’agente tossico sia dovuta all’emergenza rifiuti che ha colpito la Campania in questi ultimi mesi. Inoltre è stato specificato che i livelli di diossina trovati sono leggermente superiori a quelli consentiti per legge. La Cia ovvero la Confederazione italiana agricoltori ha dichiarato, come il sottoscritto, ingiustificati gli allarmi che sono solo dannosi per l’economia e possono provocare un effetto psicosi simile a quello della mucca pazza o dell’aviaria, del quale ci siamo già occupati. Inoltre sono state dichiarate, come era d’obbligo, nuove iniziative di controllo sulle aziende.

Inoltre in questi giorni è stato anche disposto il blocco dell’importazione della mozzarella di bufala in Corea, che comunque rappresenta una minima parte del fatturato complessivo. Gli agricoltori sono piuttosto preoccupati per il fatto che essendo la bufala un formaggio nazionale si vanno a toccare molte realtà produttive, e non solo in Campania, ma anche in Puglia e Lazio.

Milano: risparmiare sulla spesa alimentare

Milano è per antonomasia una delle città più care d’Italia e per cercare di cambiare questa situazione il Comune e la Coldiretti hanno proposto la creazione di un outlet del cibo, dove coniugare qualità e prezzi abbordabili. In questo posto si possono trovare verdure carni latte e derivati prodotti in loco e a prezzi davvero molto concorrenziali.

Un idea che potrebbe far risparmiare molto tempo ai consumatori, che non sarebbero più costretti a navigare da un supermercato all’altro alla ricerca del prezzo migliore. Si stimano in più di 10 mila i consumatori che già da qualche tempo fanno la spesa nei mercati all’ingrosso della città, dove prima si potevano trovare solamente verdura, pollo e pesce, e da poco è possibile comprare anche della carne.

L’uovo di cioccolato quanto ci costa?

La tradizione del dono di uova ebbe inizio prima della nascita del Cristianesimo: già fra i Persiani, infatti, era diffusa la tradizione dello scambio di semplici uova di gallina all’avvento della stagione primaverile, seguiti nel tempo da altri popoli antichi quali gli Egizi, i quali consideravano il cambio di stagione una sorta di primo dell’anno, i Greci e i Cinesi. Spesso le uova venivano rudimentalmente decorate a mano. In tempi più recenti l’uovo di Pasqua maggiormente celebre e diffuso è il classico uovo di cioccolato, la cui diffusione è stata probabilmente incentrata nell’ultimo secolo.

Molto probabilmente avete già aperto le uova di Pasqua o le avete già date ai vostri figli, e come detto più volte in questo periodo pre-pasquale dietro queste uova di cioccolato c’è moltissima speculazione, in quanto l’uovo di per se costa poco. Analizziamo in questo articolo cosa fa lievitare il prezzo dell’uovo, grazie ad una ricerca dell’Unione nazionale dei consumatori.

Allarme diossina per le mozzarelle di bufala e per il latte

Dopo l’articolo di Ecologiae, osserviamo l’allarme diossina tra gli allevatori di bufale e operatori del mercato della mozzarella, c’è anche un inchiesta in Campania che vede indagate 109 persone. Il tutto è partito da un indagine su un clan attivo nel Casertano, per poi giungere al sequestro di caseifici e allevamenti, dopo la scoperta di valori di diossina superiori alla norma.

Ora si attendono i risultati delle analisi sui campioni prelevati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale di Portici (Napoli) e portati nei laboratori per le diossine di Teramo. Ma non è finita qua, oltre a quantità massicce di mozzarelle, passatemi il termine avvelenate, sono state trovate fialette di anabolizzanti e di ormoni della crescita. Resta ancora da accertare se c’è una responsabilità di Asl e dei relativi comuni interessati. Un aspetto preoccupante riguarda il fatto che, dopo quelli sulle discariche, erano sbagliati anche i controlli sul latte. E questi errori avrebbero portato a sottostimare la presenza di diossina.

Il Kirby, ovvero tutta una truffa?

Quanti di voi hanno mai sentito parlare del Kirby? Un aspirapolvere definito dai venditori rivoluzionario ma che però di rivoluzionario non ha proprio nulla. Ma procediamo per gradi. Come vi dicevo il Kirby è un aspirapolvere con sacchetto, che viene venduto con il sistema porta a porta (Bruno Vespa non c’entra) e che ha un prezzo che oscilla dai 1000 ai 4000 mila euro, in quanto il prezzo è a discrezione del venditore.

Quindi questo rappresentate viene da noi, con il suo fantastico Kirby e aspira una determinata zona della casa, prima con il nostro aspirapolvere, dopo con questo Kirby, ovviamente il nostro aspirapolvere esce pesantemente sconfitto dalla prova. Bene sappiate che è un trucco, tutta la presentazione è architettata in modo tale che il nostro aspirapolvere perda.

Le lotterie improvvisate nei locali pubblici sono una truffa

Avete presente quelle lotterie che s’improvvisano in locali pubblici, e che permettono di partecipare all’estrazione di un uovo di pasqua dopo l’acquisto di un biglietto? Bene queste lotterie possono essere un inganno per il consumatore ed in alcuni casi un illegalità bella e buona.

Lo dice il Codacons che ha analizzato questi cosiddetti concorsi a premi. Per prima cosa è stato scoperto che il biglietto per partecipare costa mediamente 3 euro in tutta Italia (con picchi di 5 euro nei bar più prestigiosi) mentre l’uovo di cioccolato in palio ha un peso in media di circa quattro chili, quest’ultimo costa all’esercente non più di 50 euro.

Il pane? Meglio prepararlo in casa

Gli italiani riscoprono l’arte del pane fatto in casa, infatti a quanto sembra un buon 5 per cento della popolazione italiana prepara da se panini e pagnotte risparmiando fino al 80 per cento rispetto a chi il prodotto finale lo acquista.

Questa riscoperta molto probabilmente è dovuta all’aumento dei prezzi: «A fare il pane in casa ci guadagna il portafoglio, il gusto e il piacere di vivere meglio l’intimità della casa – osserva Paolo Landi, segretario dell’ Adiconsum».

Risparmiare sull’uovo di Pasqua

L’osservatorio CODICI ha controllato il costo delle uova di pasqua nei supermercati, alimentari e bar di Milano, Roma, Pescara, Napoli, Bari e Catanzaro. Sono stati rilevati i prezzi sulle marche più conosciute ed è emerso che un chilogrammo di uovo di pasqua costa in media 35 euro.

Noi consumatori potremo risparmiare scegliendo un uovo di bassa qualità, che contiene circa il 30 per cento di cacao. Invece per coloro che prediligono la qualità, devono assicurarsi che in 300gr di uovo ci siano almeno il 35 per cento di burro di cacao, ciò fa lievitare il prezzo ad una media di 42 euro al kg. Per questo consigliamo di prepararvi l’uovo in casa che porterebbe un risparmio del 50 per cento a tutte le famiglie italiane. Infatti 300gr di cioccolato fondente costano al supermercato si o no 6 euro, mentre gli stampi costano in media 9 euro.

Risparmiare sulle spesa con i G.A.S.

Un modo per risparmiare sulla spesa è il ricorso ai G.A.S. ovvero Gruppi di Acquisto Solidale. Sono un insieme di consumatori che amano la qualità dei prodotti senza però condividere l’aumento indiscriminato dei prezzi. In sostanza sono come detto sono dei gruppi di consumatori che acquistano grandi quantità di un determinati prodotto da un fornitore, risparmiando parecchi soldi, e poi si dividono il prodotto stesso.

Nel panorama dei G.A.S. si trovano associazioni riconosciute o cooperative del settore che trovano in questa forma un modo intelligente per acquistare quei prodotti che servono ai soci. Il 5 novembre 2007 la Commissione di Bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla legge finanziaria relativo agli aspetti fiscali dei G.A.S., che chiarisce il fatto che si tratta di attività di acquisto e distribuzione agli aderenti svolta dai GAS costituisce attività “non commerciale”.

E’ partita la campagna “Aggiungi un pollo a tavola” per il rilancio delle carni bianche

Sono un gran estimatore del pollo quindi volevo segnalarvi l’iniziativa “Aggiungi un pollo a tavola. Prenditi il gusto di scegliere sano“. La campagna biennale d’informazione e promozione delle carni di pollame (pollo, tacchino e faraona) ideata dall’Unione nazionale dell’avicoltura è finanziata un pò dall’Unione europea un pò dallo stato italiano.

L’obiettivo della campagna è quello di informare in modo esaustivo ed esauriente il consumatore sui sistemi produttivi, sulle norme di commercializzazione e sui sistemi di tracciabilità delle carni di pollame. Oltre che d’informare sulla qualità nutrizionale di questo tipo di carne, valorizzare le caratteristiche organolettiche delle carni avicole in funzione delle diverse modalità e occasioni di consumo. Tutto questo per aumentare la fiducia del consumatore verso la qualità e la sicurezza delle carni di pollame europee.

Prezzi dei farmaci dopo le liberalizzazioni, cosa è cambiato?

Interessante indagine del CODICI che ha controllato il prezzo di 30 farmaci da banco di largo consumo in sei città italiane. L’indagine è stata effettuata nel periodo che va dal giugno 2007 al dicembre, ovviamente dello stesso anno, prendendo come riferimento farmacie, parafarmacie, ipermercati e centri della salute, verificando la differenza di prezzo tra il prezzo di listino e quello applicato.

Con le liberalizzazioni sicuramente qualcosa è cambiato, e il consumatore che vuole risparmiare si deve per forza di cose rivolgere ai grandi ipermercati con prezzi vantaggiosi che tuttavia sono ancora poco assortiti. Ma ecco l’indagine divisa per città:

Trovare casa? Meglio cercarla online

In Italia il mattone che è stato sempre ottima fonte d’investimento sta pian piano perdendo valore come mercato, invece sono in crescita i siti che offrono delle soluzioni abitative sia per chi è interessato all’acquisto sia per chi desidera solo affittare. Questi portali sono molto comodi perché permettono di confrontare due tipologie di soluzione, nel primo caso possono essere gestiti dalle stesse società immobiliari o essere create da società terze, che permettono anche ai privati di pubblicare il proprio annuncio.

«Questo genere di siti – dice Marco Prosdocimi, responsabile dei servizi informativi di Tecnocasa, al Sole 24 ORE – rappresenta una grande comodità per la clientela, in quanto offre all’utente la possibilità di farsi un’idea dell’andamento del mercato nella zona che interessa stando comodamente seduto alla propria scrivania. Ma non si sostituisce al momento, indispensabile, nel quale bisogna andare a vedere la casa di persona. Noi abbiamo potuto notare che circa l’8% delle persone che poi si recano nelle nostre agenzie arrivano dopo aver consultato il nostro portale o siti gestiti da altri operatori».

Pane: l’indagine sui prezzi

L’osservatorio CODICI ha effettuato, tra giugno e novembre 2007, un monitoraggio sulla variazione del prezzo del pane, da città a città. Quelle prese in esame sono Milano, Pescara, Roma, Napoli, Bari e Catanzaro. Grazie al pacchetto delle liberalizzazioni, il settore della panificazione, ha goduto di alcuni provvedimenti, volti a garantire maggiore concorrenza sui prezzi e più qualità sul pane.

La rilevazione è stata condotta tra panifici e supermercati, prendendo in considerazione diversi tipi di pane:

  • Casereccio
  • Di grano duro
  • Integrale
  • Sciap
  • Criola
  • Rosetta o michetta
  • All’olio
  • Speciali
  • Arabo