Allarme diossina per le mozzarelle di bufala e per il latte

Dopo l’articolo di Ecologiae, osserviamo l’allarme diossina tra gli allevatori di bufale e operatori del mercato della mozzarella, c’è anche un inchiesta in Campania che vede indagate 109 persone. Il tutto è partito da un indagine su un clan attivo nel Casertano, per poi giungere al sequestro di caseifici e allevamenti, dopo la scoperta di valori di diossina superiori alla norma.

Ora si attendono i risultati delle analisi sui campioni prelevati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale di Portici (Napoli) e portati nei laboratori per le diossine di Teramo. Ma non è finita qua, oltre a quantità massicce di mozzarelle, passatemi il termine avvelenate, sono state trovate fialette di anabolizzanti e di ormoni della crescita. Resta ancora da accertare se c’è una responsabilità di Asl e dei relativi comuni interessati. Un aspetto preoccupante riguarda il fatto che, dopo quelli sulle discariche, erano sbagliati anche i controlli sul latte. E questi errori avrebbero portato a sottostimare la presenza di diossina.

Il Kirby, ovvero tutta una truffa?

Quanti di voi hanno mai sentito parlare del Kirby? Un aspirapolvere definito dai venditori rivoluzionario ma che però di rivoluzionario non ha proprio nulla. Ma procediamo per gradi. Come vi dicevo il Kirby è un aspirapolvere con sacchetto, che viene venduto con il sistema porta a porta (Bruno Vespa non c’entra) e che ha un prezzo che oscilla dai 1000 ai 4000 mila euro, in quanto il prezzo è a discrezione del venditore.

Quindi questo rappresentate viene da noi, con il suo fantastico Kirby e aspira una determinata zona della casa, prima con il nostro aspirapolvere, dopo con questo Kirby, ovviamente il nostro aspirapolvere esce pesantemente sconfitto dalla prova. Bene sappiate che è un trucco, tutta la presentazione è architettata in modo tale che il nostro aspirapolvere perda.

Le lotterie improvvisate nei locali pubblici sono una truffa

Avete presente quelle lotterie che s’improvvisano in locali pubblici, e che permettono di partecipare all’estrazione di un uovo di pasqua dopo l’acquisto di un biglietto? Bene queste lotterie possono essere un inganno per il consumatore ed in alcuni casi un illegalità bella e buona.

Lo dice il Codacons che ha analizzato questi cosiddetti concorsi a premi. Per prima cosa è stato scoperto che il biglietto per partecipare costa mediamente 3 euro in tutta Italia (con picchi di 5 euro nei bar più prestigiosi) mentre l’uovo di cioccolato in palio ha un peso in media di circa quattro chili, quest’ultimo costa all’esercente non più di 50 euro.

Il pane? Meglio prepararlo in casa

Gli italiani riscoprono l’arte del pane fatto in casa, infatti a quanto sembra un buon 5 per cento della popolazione italiana prepara da se panini e pagnotte risparmiando fino al 80 per cento rispetto a chi il prodotto finale lo acquista.

Questa riscoperta molto probabilmente è dovuta all’aumento dei prezzi: «A fare il pane in casa ci guadagna il portafoglio, il gusto e il piacere di vivere meglio l’intimità della casa – osserva Paolo Landi, segretario dell’ Adiconsum».

Risparmiare sull’uovo di Pasqua

L’osservatorio CODICI ha controllato il costo delle uova di pasqua nei supermercati, alimentari e bar di Milano, Roma, Pescara, Napoli, Bari e Catanzaro. Sono stati rilevati i prezzi sulle marche più conosciute ed è emerso che un chilogrammo di uovo di pasqua costa in media 35 euro.

Noi consumatori potremo risparmiare scegliendo un uovo di bassa qualità, che contiene circa il 30 per cento di cacao. Invece per coloro che prediligono la qualità, devono assicurarsi che in 300gr di uovo ci siano almeno il 35 per cento di burro di cacao, ciò fa lievitare il prezzo ad una media di 42 euro al kg. Per questo consigliamo di prepararvi l’uovo in casa che porterebbe un risparmio del 50 per cento a tutte le famiglie italiane. Infatti 300gr di cioccolato fondente costano al supermercato si o no 6 euro, mentre gli stampi costano in media 9 euro.

Risparmiare sulle spesa con i G.A.S.

Un modo per risparmiare sulla spesa è il ricorso ai G.A.S. ovvero Gruppi di Acquisto Solidale. Sono un insieme di consumatori che amano la qualità dei prodotti senza però condividere l’aumento indiscriminato dei prezzi. In sostanza sono come detto sono dei gruppi di consumatori che acquistano grandi quantità di un determinati prodotto da un fornitore, risparmiando parecchi soldi, e poi si dividono il prodotto stesso.

Nel panorama dei G.A.S. si trovano associazioni riconosciute o cooperative del settore che trovano in questa forma un modo intelligente per acquistare quei prodotti che servono ai soci. Il 5 novembre 2007 la Commissione di Bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla legge finanziaria relativo agli aspetti fiscali dei G.A.S., che chiarisce il fatto che si tratta di attività di acquisto e distribuzione agli aderenti svolta dai GAS costituisce attività “non commerciale”.

E’ partita la campagna “Aggiungi un pollo a tavola” per il rilancio delle carni bianche

Sono un gran estimatore del pollo quindi volevo segnalarvi l’iniziativa “Aggiungi un pollo a tavola. Prenditi il gusto di scegliere sano“. La campagna biennale d’informazione e promozione delle carni di pollame (pollo, tacchino e faraona) ideata dall’Unione nazionale dell’avicoltura è finanziata un pò dall’Unione europea un pò dallo stato italiano.

L’obiettivo della campagna è quello di informare in modo esaustivo ed esauriente il consumatore sui sistemi produttivi, sulle norme di commercializzazione e sui sistemi di tracciabilità delle carni di pollame. Oltre che d’informare sulla qualità nutrizionale di questo tipo di carne, valorizzare le caratteristiche organolettiche delle carni avicole in funzione delle diverse modalità e occasioni di consumo. Tutto questo per aumentare la fiducia del consumatore verso la qualità e la sicurezza delle carni di pollame europee.

Prezzi dei farmaci dopo le liberalizzazioni, cosa è cambiato?

Interessante indagine del CODICI che ha controllato il prezzo di 30 farmaci da banco di largo consumo in sei città italiane. L’indagine è stata effettuata nel periodo che va dal giugno 2007 al dicembre, ovviamente dello stesso anno, prendendo come riferimento farmacie, parafarmacie, ipermercati e centri della salute, verificando la differenza di prezzo tra il prezzo di listino e quello applicato.

Con le liberalizzazioni sicuramente qualcosa è cambiato, e il consumatore che vuole risparmiare si deve per forza di cose rivolgere ai grandi ipermercati con prezzi vantaggiosi che tuttavia sono ancora poco assortiti. Ma ecco l’indagine divisa per città:

Trovare casa? Meglio cercarla online

In Italia il mattone che è stato sempre ottima fonte d’investimento sta pian piano perdendo valore come mercato, invece sono in crescita i siti che offrono delle soluzioni abitative sia per chi è interessato all’acquisto sia per chi desidera solo affittare. Questi portali sono molto comodi perché permettono di confrontare due tipologie di soluzione, nel primo caso possono essere gestiti dalle stesse società immobiliari o essere create da società terze, che permettono anche ai privati di pubblicare il proprio annuncio.

«Questo genere di siti – dice Marco Prosdocimi, responsabile dei servizi informativi di Tecnocasa, al Sole 24 ORE – rappresenta una grande comodità per la clientela, in quanto offre all’utente la possibilità di farsi un’idea dell’andamento del mercato nella zona che interessa stando comodamente seduto alla propria scrivania. Ma non si sostituisce al momento, indispensabile, nel quale bisogna andare a vedere la casa di persona. Noi abbiamo potuto notare che circa l’8% delle persone che poi si recano nelle nostre agenzie arrivano dopo aver consultato il nostro portale o siti gestiti da altri operatori».

Pane: l’indagine sui prezzi

L’osservatorio CODICI ha effettuato, tra giugno e novembre 2007, un monitoraggio sulla variazione del prezzo del pane, da città a città. Quelle prese in esame sono Milano, Pescara, Roma, Napoli, Bari e Catanzaro. Grazie al pacchetto delle liberalizzazioni, il settore della panificazione, ha goduto di alcuni provvedimenti, volti a garantire maggiore concorrenza sui prezzi e più qualità sul pane.

La rilevazione è stata condotta tra panifici e supermercati, prendendo in considerazione diversi tipi di pane:

  • Casereccio
  • Di grano duro
  • Integrale
  • Sciap
  • Criola
  • Rosetta o michetta
  • All’olio
  • Speciali
  • Arabo

Aumenti per la festa delle donne

Qualche giorno fa avevamo parlato delle varie iniziative gratuite dedicate alla donna in occasione della festa della donna del 8 marzo. Oggi invece una nota negativa, cioè rincari, fino al 20 per cento per il prezzo di un ramoscello di mimosa.

“Il carovita non risparmia neanche l’8 marzo – dice Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – un ramoscello di mimosa costa in media 1 euro in più rispetto all’anno scorso, un composizione può essere acquistata anche alla cifra di 25 euro. Chi vorrà festeggiare andando a cena deve essere pronto a spendere almeno 30 euro, a persona, per il menu, quasi il 15 per cento in più del 2007. Se la cena è accompagnata da uno spettacolo, il conto sale in media di 15 euro, raggiungendo anche quota 50 euro”.

Gli aumenti di Pasqua, occhio alle uova

La Pasqua è alle porte, e come al solito i prodotti che vengono consumati tipicamente in questo periodo subiscono notevoli aumenti. Inanzitutto consiglio di vedere sempre l’etichetta controllando:

  • la data di scadenza
  • gli ingredienti
  • valori nutrizionali
  • le soprese dentro l’uovo di pasqua devono avere il marcio CE

Latte: intesa con i produttori per il contenimento del prezzo

Se il mese scorso vi avevo indicato come risparmiare sul latte saltando tutta la distribuzione, oggi ho una bella notizia per tutti i consumatori. Infatti Mercoledì c’è stato un incontro tra Mister prezzi, Antonio Lirosi, col le associazioni d’industriali e commercianti. A conclusione Mister Prezzi ha detto:”Il contesto internazionale continua ad essere preoccupante – ha detto Lirosi – ma, per quanto riguarda l’Italia, abbiamo ottenuto oggi la disponibilità delle associazioni a sensibilizzare i propri associati al fine di contenere i prezzi al consumo”.

Il Garante ha quindi sottolineato che, in base alle rilevazioni, il prezzo al consumo del latte attualmente in Italia oscilla tra 1-1,10 euro e 1,60-1,70 euro. “L’esistenza di questa diversità è un bene – ha sottolineato il Garante – perché dimostra che il mercato è concorrenziale”. Lirosi ha comunque annunciato una verifica dei prezzi per il prossimo aprile. Buone le reazioni da parte delle associazioni dei consumatori, che ora si attendono un calo del prezzo, Federconsumatori ha inoltre monitorato il costo di un litro di latte fresco nelle diverse città italiane.

Aumenti ingiustificati? Per la UE è colpa della distribuzione

Non è colpa dei produttori alimentari se i prezzi aumentano, ma della distribuzione e della tortuosa catena dell’intermediazione commerciale, l’anello finale prima che il consumatore acquisti. L’allarme viene lanciato quasi incidentalmente dalla Commissione europea. Il portavoce della commissaria europea all’agricoltura Fischer Boel ha detto chiaro e tondo che «si constatano rialzi di prezzi significativi nei supermercati europei, ma si constata anche che per il pane i cereali non rappresentano che il 5% del prezzo totale».

Risultato: certi aumenti di prezzo «non sono giustificati». Vi voglio ricordare che la commissione non ha alcun pottere sui prezzi finali e non fornisce consigli in merito ad eventuali blocchi dei listini, però talvolta si pronuncia a favore della cautela negli interventi. Ad esempio nel caso dei cereali, l’intervento è alla fonte: per raffreddare la scalata al rialzo dei prezzi sul piano globale, è stato tolto l’obbligo di mettere a riposo i terreni per aumentare la produzione del 10% rispetto al 2007, sospeso temporaneamente i diritti doganali sulle importazioni e proposto di aumentare del 2% le quote latte dal primo aprile per aumentare l’offerta.