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Tornare alla lira potrebbe salvarci?

Se cade l’euro cade l’Europa – ha detto Sarkozy -. Lasciare distruggere l’euro è prendersi il rischio di distruggere l’Europa. Coloro che vogliono distruggere l’euro si assumeranno la responsabilità di riaccendere i conflitti nel nostro continente.

Questa é l’opinione di Sarkozy, che probabilmente ha tutti gli interessi a mantenere la moneta unica. Ma siamo certi che non tutti gli italiani sono d’accordo. Da quando é entrato in vigore l’euro, lo scontento di buona parte della popolazione italiana é tangibile e si ripensa con nostalgia, alla cara vecchia lira.

“Mille euro sono due milioni”, si sente ancora proferire  talvolta da qualche bontempone. Già, ma 1000 euro non sembrano avere lo stesso valore di due milioni di lire, piuttosto di uno solo. Giunge però notizia che non sono solo gli italiani a pensare con rimpianto al caro vecchio conio. Ecco quello che pensa un luminare dell’economia, Paolo Savona, presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi ed ex ministro dell’Industria nel governo Ciampi, il quale, intervenuto al convegno “Quale futuro dell’Europa”, ha espresso la sua opinione in merito alla moneta unica.

L’Italia deve pensare ad un piano per uscire dall’euro, perchè i costi sociali per rimanerci potrebbe essere troppo alti da sostenere – ha detto con fermezza il presidente -. I gruppi dirigenti del Paese hanno sì il dovere di avere un Piano A per l’Europa, e cioè come restare dentro l’euro ma anche un Piano B, cioè come uscirne, nel caso ci costi troppo sul piano sociale ed economico, in una nazione con 16 milioni di pensionati e 31 milioni di lavoratori. Un uscita dall’euro certo causerebbe inflazione, ma ci permetterebbe anche di tornare a stampare moneta, fissare i tassi, stabilire il rapporto di cambio e andare verso un nuovo equilibrio complessivo. L’Italia è entrata in maniera troppo superficiale nel Trattato di Maastricht, e doveva e poteva fare come ha fatto l’Inghilterra: invocare la clausola che gli permetteva di non entrare anche nella moneta unica.

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