Cibo low cost per risparmiare, attenti alla provenienza

di Redazione 1

Con la crisi aumenta anche la disponibilità dei cibi low cost, alimenti che vengono venduti a un prezzo di mercato inferiore rispetto alla media della concorrenza e che acquistiamo per risparmiare sulla spesa alimentare senza però renderci conto dei pericoli.

Secondo una ricerca di Coldiretti, i cibi low cost che vengono venduti a un prezzo inferiore nasconderebbero una provenienza diversa da quella italiana e proprietà non esattamente salutari e sicure per il consumo alimentare.

Secondo il sito web Coldiretti, molti degli alimenti che acquistiamo al supermercato nasconderebbero insidie e nutrienti pericolosi per l’uomo, ingredienti che i consumatori dovrebbero tenere sotto controllo grazie all’etichetta e a una buona informazione. Tra gli alimenti meno sicuri vi sarebbero anche quelli notoriamente italiani, cibi che tutto il mondo ci invidia e che però oggi rischiano di causa patologie diverse.

Ecco i cibi low cost più pericolosi venduti a un prezzo troppo inferiore per risparmiare sulla spesa alimentare:

– Prosciutto cotto: Il 90% dei prosciutti venduti in Italia sono di provenienza estera senza che questa venga indicata sull’etichetta (Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna)
Pasta: Il grano duro usato nella produzione di pasta è importato e quindi non italiano, una scelta di mercato che comporta seri problemi di aflatossine
Olio di oliva extravergine: Quattro bottiglie di olio su cinque non specificano l’origine delle oliva utilizzate nella spremitura
Vini italiani: Molti dei vini più prestigiosi sarebbero prodotti in Svezia grazie all’uso di acqua e di una polvere dalla composizione sconosciuta
Mozzarelle: Una mozzarella su quattro sarebbe prodotta con le cagliate straniere provenienti dall’Est europeo e delle quali spesso non si possiedono documenti che attestino la qualità del prodotto

Come proteggersi dagli alimenti low cost e pericolosi? Guardate sempre con attenzione l’etichetta e, se potete, acquistate a km zero dai produttori locali… Proprio come facevano le nostre nonne!

Photo Credits | Thinkstock

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