
Nel 2008 l’economia USA crollerà e quindi i tassi scenderanno anche da noi ai minimi livelli raggiunti alcuni anni fa.
Ecco cosa dicono alcuni consulenti finanziari di non propria affidabilità ai giovani sposi (e purtroppo anche persone più mature) che si accingono finalmente a metter su casa. Giovani e non più giovani coppie, single incalliti, insomma la risposta è una sola e vale per tutti: l’unico mutuo di cui si sa per certo il costo, ovvero il montante, la somma che si deve restituire alla banca o alla finanziaria, è quello con il tasso fisso. Per cui se qualcuno tenta di proporvi un mutuo a tasso variabile o misto diffidate, se poi è una vostra scelta fate pure. Il mutuo a tasso variabile va bene se si ha la certezza che i tassi diminuiranno, ma di certezza non si può parlare: nessuno sa cosa accadrà da qui a un anno. Figuriamoci tra 15, 20 o addirittura 30 anni. Il periodo di tempo è troppo lungo.
Un mutuo a tasso variabile con rata fissa e una durata iniziale superiore ai 20 anni è un “regalo” che una banca fa a un cliente.
Questa è un’altra frase sempre dello stesso consulente finanziario di cui sopra. “Nessuno dà niente per niente”, i detti non si sbagliano mai e dietro a questa frase si cela una non proprio entusiasmante verità: mutui di questo genere funzionano esattamente così: mantengono costante la rata originariamente fissata e modificano la durata originaria del piano di rimborso, in funzione dell’andamento del tasso di interesse applicato: prolungandola (entro il limite di una durata massima) in caso di aumento del tasso e riducendola (entro il limite di una durata minima) in caso di diminuzione del tasso.