L’Italia deferita in merito a restrizioni sull’apertura di nuove stazioni di servizio

di Redazione Commenta

Qualche giorno fà, avevo fatto una riflessione, sul risparmio che si poteva avere se si riorganizzava il sistema di distribuzione in Italia, ieri la commissione europea ha deferito l’Italia alla corte di giustizia per le restrizioni nazionali imposte all’apertura di stazioni di servizio per la vendita di carburante.

Secondo la Commissione, le disposizioni italiane sono in contrasto con l’articolo 43 del Trattato che prevede la liberta di stabilimento all´interno dell´Unione europea. Le norme in oggetto, vengono imposte sia a livello statale che a livello regionale e ciò rende impossibile o per lo meno estremamente difficile l´ingresso sul mercato italiano di nuovi concorrenti provenienti da altri Stati membri dell’Ue.


La Commissione ha pero concesso all’Italia altri quattro mesi di tempo per verificare le possibilità di attuare concretamente una riforma del settore prima di procedere all’esecuzione della decisione di chiamare il paese in giudizio davanti alla Corte Ue. La Commissione punta l’attenzione soprattutto sulla condizione che subordina l’apertura di nuove stazioni di servizio al rispetto delle condizioni di programmazione del mercato.

In alcune regioni, si rileva, la programmazione locale subordina l’apertura di nuove installazioni alla chiusura di un certo numero di quelle già esistenti o alla conformità alle disposizioni del piano regolatore. La Corte di giustizia, tra l’altro, ha già ritenuto determinati obblighi connessi al rispetto di documenti di programmazione regionale incompatibili con l’esercizio di una libertà fondamentale.

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