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  • Mag

Caro-affitto. Introdurre la cedolare secca al 20% per ridurre i canoni di locazione

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Rilanciare il mercato degli affitti mediante il ripensamento della tassazione sugli immobili in locazione. Sembrerebbe questo, stando al parere di numerose associazioni di categoria, il modo migliore per risolvere il problema della casa che affligge molti nuclei familiari, ma anche i single, italiani e per arginare la crisi dei muti.

Tuttavia, nonostante se ne parli ormai da molto tempo e abbia “rischiato” di essere varata dal precedente governo, l’introduzione della cedolare secca del 20% sui redditi derivanti dall’affitto di un immobile non è finora riuscita a vedere la luce. Secondo le associazioni di categoria questo provvedimento permetterebbe di abbassare i canoni di locazione e aumenterebbe la disponibilità di immobili da affittare a prezzi ragionevoli.



Gli elevati oneri fiscali cui sono sottoposti gli immobili in affitto scoraggiano infatti i piccoli risparmiatori ad investire sul mattone per trarne poi una rendita, quando non li spingono ad affittare in nero. Da qui la contrazione dell’offerta che contribuisce all’innalzamento dei canoni. Chiunque si sia messo alla ricerca di una casa, anche di modeste dimensioni, da affittare si sarà reso conto di quanto sia difficile trovare immobili in affitto a prezzi proporzionati al proprio reddito, ormai risicato dall’euro.

Occorrerebbe quindi offrire incentivi e agevolazioni fiscali che incoraggino i risparmiatori ad investire sull’acquisto di immobili da offrire in locazione. Prima fra tutti l’introduzione della cedolare secca del 20% sui redditi da locazione in modo da equiparare la tassazione cui questi sono sottoposti a quella di redditi derivanti da altri investimenti.

A rilanciare la proposta nei giorni scorsi il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, che ha sottolineato inoltre come tassare il reddito derivate dall’affitto in base ad un’aliquota fissa permetterebbe non solo un abbassamento dei costi sostenuti dai locatari, ma anche l’emersione dei contratti d’affitto in nero con un conseguente maggiore gettito fiscale.





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