Legge sprechi alimentari in 8 punti

di Malvi Commenta

Ecco la legge sugli sprechi alimentari spiegata in 8 semplici punti...

Come già anticipato, è passata la nuova legge sugli sprechi alimentari che punta a un comportamento più responsabile di gestori dei locali, cittadini e produttori nei confronti del cibo Per risparmiare e ridurre al minimo le eccedenze, però, mancava una legge che potesse regolamentare numerosi aspetti. Adesso c’è e allora analizziamo la legge sprechi alimentari in 8 punti.

food waste

1. Cessione gratuita delle eccedenze alimentari per finalità sociali

Gli operatori del settore alimentare (Osa) possono regalare le eccedenze alimentari alle organizzazioni che si occupano di distribuirle agli indigenti senza alcuno scopo di lucro (Onlus). Questo non sarà dunque più non conforme alla legge ma sarà un buon metodo per aiutare coloro che hanno bisogno donando loro prodotti ancora buoni per essere consumati ma non per essere venduti nei bar. Il classico esempio è la pasta per la colazione: non si può vendere al cliente quella del giorno prima ma non significa che quella non sia ancora buona per essere consumata.

2. Requisiti dei prodotti donati e responsabilità Osa

Gli alimenti possono essere ceduti a titolo gratuito anche oltre il termine minimo di conservazione indicato ma a una condizione: l’imballaggio primario deve essere integro e le condizioni di conservazione del prodotto devono essere scrupolosamente seguite. Gli Osa (operatori del settore alimentare) devono adottare le misure necessarie per evitare rischi di commistione o di scambio tra i prodotti destinati a impieghi diversi da quelli previsti.

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3. Nuova etichetta data di scadenza

La legge sugli sprechi alimentari modifica qualcosa anche per quanto riguarda la data di scadenza indicata sul prodotto. Da oggi, oltre al termine minimo di conservazione o alla data di scadenza, sulle etichette dei prodotti alimentari potrà essere riportato anche il termine di utilizzabilità commerciale che non dovrà essere inferiore rispetto al termine minimo di consumo o alla data di scadenza.

4. Riduzioni sulla tassa per la spazzatura

Il comune può applicare una riduzione della tassa sui rifiuti (Tari) alle utenze non domestiche (commerciali, produttive e di distribuzione per esempio) che in via del tutto gratuita cedono i beni alimentari in eccedenza alle persone bisognose. Anche questo è un buon incentivo per risparmiare e allo stesso tempo ridurre gli sprechi alimentari.

5. Promozione in tv

L’opera di sensibilizzazione dei cittadini nei confronti dell’importanza di non sprecare cibo sarà promossa anche dalla televisione. La Rai, per esempio, dedicherà un numero di ore di trasmissioni televisive e radiofoniche a informazioni importanti che riguardano una migliore ottimizzazione delle risorse: come ridurre gli sprechi alimentari, come ridurre il consumo di luce e energia, per una vita decisamente più sostenibile e economica.

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6. Doggy bag nei locali

Anche i locali saranno chiamati a un comportamento più responsabile nei confronti del cibo portato in tavola. Obbligatorio sarà la doggy bag che consentirà di portare a casa il cibo avanzato dal piatto per consumarlo in un secondo momento. D’altronde cucinare con gli avanzi è uno dei capisaldi da tenere in considerazione se si vogliono ridurre gli sprechi alimentari e risparmiare. Non stupisce dunque che la legge abbia considerato anche questo importante aspetto perché ad oggi sono troppi i locali che buttano via ingerenti quantità di cibo senza motivo, e questo è senza ombra di dubbio uno spreco.

7. Medicinali e abbigliamento

Come recita la legge sugli sprechi alimentari, sono esclusi dalle donazioni i medicinali scaduti, quelli da conservare in frigorifero a temperature controllate, quelli contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e quelli dispensabili solo in strutture ospedaliere. Si possono invece donare articoli e accessori di abbigliamento purché questi ultimi siano stati conferiti dai privati direttamente presso le sedi operative dei soggetti autorizzati alla distribuzione gratuita.

8. Nuovi Fondi

Un altro punto importante contemplato dalla nuova legge è quello che riguarda l’istituzione di fondi finalizzati a tutta una serie di progetti utili alla causa. Nello specifico, stando a quanto affermato nella nuova legge sugli sprechi alimentari, Nello specifico, per l’anno 2016 verranno finanziati 2 milioni di euro per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti. Nel frattempo il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali destinerà anche un milione di euro l’anno per il prossimo triennio finalizzato a progetti innovativi che potranno coinvolgere i volontari del Servizio civile nazionale e promuovere la produzione di imballaggi riutilizzabili e facilmente riciclabili.

Insomma una legge importante della quale l’Italia aveva bisogno per disciplinare una questione di assoluto rilievo. Ridurre gli sprechi alimentari è importante per risparmiare e condurre una vita più sostenibile. Senza contare che la fame nel mondo è ancora oggi, purtroppo, uno dei problemi irrisolti.

Foto | Thinkstock

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