
Swap shop: una nuova moda, necessaria e divertente in tempi di crisi. Swap shop per risparmiare. In Italia sta prendendo sempre più piede come trend: è il negozio dello scambio. Una novità, destinata ad avere sempre più successo. Un negozio, camerini per cambiarsi, si investe sul design e sull’immagine offerta agli astanti.
I vestiti in vendita vengono accuratamente lavati, sterilizzati e stirati. Qui, in vendita, ci sono abiti usati sì, ma rigosamente poco usati. Molto trendy, ma anche e soprattutto conveniente.
L’idea viene dagli Stati Uniti, ma anche da Australia e UK. Esistono, naturalmente, anche dei siti per il baratto: gestiti e frequentati da privati. In Italia il primo negozio swap si chiama Barattiamo?, ed è a Roma dalle parti di piazza Vescovio. L’indirizzo? via di Tor Fiorenza 15, tel. 06-64811278.
Una vera e propria boutique, per tutti i clienti, soprattutto le donne, che hanno voglia e bisogno di dare una ventata di novità al proprio guardaroba senza spendere una fortuna. Uno swap-shop, insomma, mutuato dall’estero e assolutamente italianizzato. Barattiamo? ha un ottimo riscontro, e potrebbe aprirsi ad un franchising. Nel frattempo l’idea è quella di aprire altri punti vendita, forse ai Parioli.
Uno swap shop funziona in questo modo: una cliente arriva in negozio con tutto quello che vorrebbe scambiare: vestiti e accessori. Lo staff, dopo una certa analisi, assegna a ogni capo portato un livello che va da 1 a 5. Un modo per catalogare l’oggetto come medio, alto, altissimo. Non deve trattasri necessariamente di capi griffati, basta che siano di buona qualità. Barattiamo? non prende necessariamente tutto quello che voi porterete.
In base a quello che si porta sarà possibile scegliere tra capi della medesima categoria degli oggetti che il cliente ha potato. Un baratto insomma. C’è un minimo costo di servizio, dato che ogni vestito o accessorio viene portato in tintoria e sterilizzato: dai 13 ai 20 euro.