Succhi di frutta industriali e bevande gasate? No grazie, solo acqua

di Redazione Commenta

Bere una buona quantità di acqua può diminuire il rischio di un attacco di cuore. Lo afferma uno studio dell’ American Journal of Epidemiology che ha dimostrato che coloro che devono più di 5 bicchieri di acqua al giorno avevano il 41% di probabilità di meno di subire un infarto rispetto a chi beveva meno di 2 bicchieri di acqua al giorno. Molti sono inoltre gli estimatori dei benefici dell’acqua sulla pelle: l’acqua è usata dal corpo per eliminare le tossine e una buona quantità di acqua da bere è stata correlata ad una diminuzione del 45% del rischio di cancro al colon, alla vescica e al seno. Il metabolismo funziona meglio quando siamo completamente idratati ed anche la digestione migliora se si beve abbastanza.

E per chi desidera conquistare la forma persa (o mai avuta) ecco una notizia: l’acqua fa dimagrire. Uno studio californiano realizzato dal Children’s Hospital e dall’Oakland Research Institute e presentato nel corso dell’annuale convegno dell’Obesity Society ha rilevato che coloro (che sono a dieta) che decidono di bere acqua al posto delle tradizionali bibite gasate perdono quattro chili l’anno in più rispetto a chi consuma altre bevande.

Lo studio ha analizzato le cartelle cliniche di oltre 240 donne soprappeso, d’età compresa tra i 25 e i 50 anni: prima di iniziare “la dieta idrica”, le donne bevevano in media due lattine di soft drink al giorno e una volta intrapresa la dieta a base di acqua, hanno registrato una drastica diminuzione di peso.

Bere acqua aiuta a dimagrire – ha affermato la dietologa Jodi Stookey, coordinatrice dello studio -. Il motivo non è solo che si rimpiazzano bibite ipercaloriche con bibite prive di calorie ma anche il fatto che l’acqua aiuta a purificare l’organismo e a bruciare grassi.

Si tratta di tesi provocatorie ed importanti – risponde Thomas Wadden, presidente della Obesity Society -. Se invece di junk-drink gli americani bevessero acqua, il Paese risolverebbe in breve tempo l’epidemia di obesità che oggi affligge anche e soprattutto i giovanissimi.

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