Il Consiglio dei Ministri si appresta a varare un nuovo decreto energia volto a mitigare l’impatto dei costi delle utenze per cittadini e attività produttive. Il provvedimento introduce diverse agevolazioni, tra cui spicca un contributo straordinario per le utenze domestiche. Questa misura è indirizzata specificamente a coloro che non beneficiano già del bonus sociale, a patto che il loro Isee annuale rimanga entro la soglia dei 25.000 euro.

Potenziale svolta per chi vuole risparmiare sulle utenze per cittadini e attività produttive
Per un nucleo familiare medio, tale intervento potrebbe comportare una riduzione della spesa annuale stimata tra i 50 e i 60 euro. Le proiezioni indicano che, grazie a questo sgravio, la spesa complessiva per l’elettricità di una famiglia tipo con contratto a tariffa variabile si attesterà intorno ai 768 euro nel 2026. Si tratta di un segnale positivo rispetto ai dati dell’anno precedente, quando la spesa media aveva raggiunto gli 805 euro.
Analizzando la platea dei beneficiari, le stime suggeriscono che circa 4 milioni di famiglie potrebbero accedere a questa nuova forma di sostegno volontario. Parallelamente, resta confermato il supporto per le fasce più fragili: quasi 5 milioni di nuclei familiari che già percepiscono il bonus sociale potranno contare su un ulteriore sconto di 90 euro previsto dalla bozza legislativa.
Tuttavia, è fondamentale prestare attenzione alla natura del provvedimento rivolto ai non beneficiari del bonus sociale. Poiché si tratta di un contributo basato sull’adesione volontaria dei fornitori, non è garantito che tutte le aziende del settore decidano di applicarlo. Di conseguenza, gli osservatori del mercato consigliano ai consumatori di monitorare attentamente l’effettiva entrata in vigore della norma per confrontare le diverse offerte commerciali.
Questo permetterà di individuare i gestori che scelgono di integrare lo sconto, massimizzando così il risparmio energetico. In questo caso si può anche pensare di cambiare gestore per usufruire di tale sconto. Il decreto non trascura il settore industriale, proponendo interventi mirati a ridurre la pressione fiscale e gli oneri accessori sulle bollette delle imprese.
Tra le ipotesi più rilevanti figura la riduzione della componente relativa agli oneri di sistema, nota come Asos, che attualmente incide in modo significativo sui costi energetici aziendali, arrivando a pesare fino al 18% del totale. Una sua eventuale eliminazione o riduzione drastica porterebbe benefici sostanziali: per un’impresa manifatturiera con consumi medio-alti, il risparmio potrebbe superare i 9.000 euro su un fatturato energetico complessivo di 51.000 euro, garantendo una maggiore competitività al sistema produttivo nazionale.
Senza dubbio si tratta di una mossa importante che il Governo potrà mettere in atto per queste aziende che hanno spese davvero ingenti quando si parla di energia elettrica. Si attendono ultimi aggiornamenti a riguardo.