Le banche si attrezzano per il ritorno della lira

di Laura 4

Non é una nostra supposizione, nè tantomeno una speranza. L’indiscrezione arriva niente di meno che dall’illustre Wall Street Journal: almeno due banche di caratura mondiale «hanno preso delle misure» per un eventuale ritorno alla cara, vecchia, amata lira. Sicuramente in molti leggendo questo titolo avranno esultato, gioito, per altri invece l’abbandono dell’euro é sinonimo di disdetta, di fallimento. E voi, lettori di Guadagno Risparmiando, come la pensate? Siete tra coloro che desiderano ardentemente il ritorno del vecchio conio o tra coloro che preferiscono rimanere così, con la moneta unica europea?

Secondo il celebre giornale, la possibilità di tornare alla lira si fa sempre più insistente, tanto che queste due banche si stanno attrezzando per ritornare ad effettuare transazioni in vecchie valute della zona euro tra cui lira, dracma e escudo. Gli editorialisti del Wall Street Journal non hanno fatto alcun nome ma scrivono che la notizia proviene da fonti ben informate. Fatto sta che queste informazioni aumentano la tensione nel mercato europeo dei titoli sovrani. Sembra che le banche in questione abbiano già contattato Swift, l’azienda belga che gestisce i sistemi per le transazioni finanziarie internazionali e che fornirà agli istituti la tecnologia e i codici necessari. Il giornale non ha fatto nomi, ma intanto in Italia qualcuno che ha parlato c’è e si tratta di Unicredit:

Le preoccupazioni relative all’aggravarsi della situazione del debito sovrano dei Paesi dell’area euro potrebbero portare alla reintroduzione, in uno o più paesi di valute nazionali o, in circostanze particolarmente gravi, all’abbandono dell’euro – si legge nel prospetto informativo relativo all’aumento di capitale dell’istituto guidato da Federico Ghizzoni -. L’uscita o il rischio di uscita dell’euro da parte di uno o più Paesi dell’area auro e/o l’abbandono dell’euro quale moneta, potrebbero avere effetti negativi rilevanti sia sui rapporti contrattuali in essere sia sull’adempimento delle obbligazioni da parte del Gruppo UniCredit e/o dei clienti del Gruppo UniCredit.

Photo Credit | Thinkstock

Commenti (4)

  1. Il ritorno alla Lira ci farebbe fallire completamente… L’Italia sarebbe tagliata fuori da qualsiasi mercato… i nostri prodotti non verrebbero più esportati e i prodotti che importiamo ci costerebbero molto di più a causa del cambio…

    direi che, nonostante la crisi, è meglio rimanere con l’Euro!!

  2. non ci sono riscontri al fallimento dell’ Italia o al derivante danno al ritorno della Lira. Molti paesi vivono senza l’ euro, il dollaro o altra moneta forte e non mi sembrano che siano falliti anzi…….vedi real brasiliano, peso argentino etc. Ad ogni buon conto, i vantaggi dell’ euro vantati prima dell’ introduzione dell’ euro non ci sono stati.
    Mi pongo una semplice domanda… se con la lira erano gli italiani a dover provvedere da soli a superare la crisi economica, perche’ con l’ Euro siamo sempre noi a doverci sacrificare e non tutti gli europei. E come dover dire, alla leghista, il sud deve pagare di piu’, ma se il sud va in recessione tutta l’ italia e’ in recessione. Quindi, l’ europa va a due velocita ci sono i paesi ricchi ed i paesi poveri e noi poveri paghiamo di piu’……..e gli altri stanno a guardare aumentando le loro eccellenze… (Germania tasso di disoccupazione mai stato così basso…. ecco perche’ l’ euro conviene). Cmq questa e’ il mio personale pensiero… Lira od Euro non cambia nulla se non c’ e’ piu’ serieta’, crescita ed onesta’ e meno tasse, privilegi e spese.

  3. @ Paolo:

    Al contrario..il ritorno della lira ci porterebbe una maggiore competitività a livello di esportazioni proprio perchè la nostra cara vecchia liretta è una moneta debole rispetto l’euro. Questo non lo dico io ma molti analisti economici. Il problema semmai del ritorno alla Lira è il problema
    del debito pubblico. Ritornando al nostro conio, ci distaccheremmo dal tasso di interesse imposto dalla BCE, e sicuramente il nostro tasso ritornerebbe ai valori pre-euro cioè intorno al 7%/8% quindi più interessi sul debito pubblico, più manovre economiche. Non vorrei essere disfattista, ma comunque siano le cose, noi sempre nel dietro lo prenderemmo.

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