Pranzo in ufficio, la rivincita del fai da te

di Angela Gennaro 1

Pronti per il grande rientro in ufficio? No vero? Eppure si torna. E la crisi, nel frattempo, non è scomparsa per magia. Non solo: tutti vorranno, probabilmente, conservare il più possibile la forma raggiunta durante l’estate grazie al mare, alle nuotate, all’aria aperta.

Torna la pausa pranzo, allora. E forse torna in una nuova veste. Secondo  uno studio condotto da Alice Cucina, Sitcom Editore, che ha analizzato gli usi e le consuetudini di ben 97 uffici italiani nel corso dei primi sei mesi di quest’anno, riprende piede quella che, al nord, chiamano “schiscetta”. E cioè il pranzo da casa.

Che sia un panino o un’insalata, pasta o riso trasportato nelle apposite vaschette di plastica, non importa. L’importante è che sia home made, da mangiare sulla propria scrivania o in giro per l’ufficio.

Il bar, quindi, perde il suo appeal. Mense e ristorantini costano, in fondo, troppo. Il 59 per cento del campione preso in esame si prepara a casa quanto necessario per affrontare la pausa pranzo. Una cifra in aumento. Il 71 per cento del totale che si porta la schiscetta da casa è maschio, con un’eta compresa fra i 25 e i 40 anni. Questo perché le donne, spesso, pranzano invece con semplice frutta, o fanno uno spuntino.

Il pranzo fai da te è assai seguito da avvocati e pr, rispettivamente il 31% e 27% del campione. Gli “adepti” hanno messo su siti web dedicati, con tutte le ricette del caso. In classifica seguono poi segretarie, ragionieri, assicuratori e consulenti.

Ma quanto spendono coloro che ancora scelgono di fare la fila al bar? Fra i 5 e i 12 euro per un pasto comprensivo di acqua, frutta o dolce. Una media, insomma, anche di 150 euro al mese. Si risparmia preparando insomma il pranzo da casa, se lo si fa con la giusta preparazione. Ed è anche più salutare, se si evita di mangiare in compagnia del computer e delle onnipresenti mail.

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