Adoc, bisogna abolire la scadenza dei buoni pasto

di Redazione 1

Arriva dall’ Adoc il suggerimento di abolire la data di scadenza dei buoni pasto. I buoni pasto rilasciati ai lavoratori sono, a tutti gli effetti, dei pagamenti che, al posto di essere accreditati sullo stipendio in soldi, vengono convertiti in buoni pasto da utilizzare nelle mense o in supermercati o punti di ristoro convenzionati. La scadenza dei ticket restaurant è prevista generalmente per il 31 dicembre dell’anno di emissione degli stessi, ed in molte occasioni milioni di consumatori si sono trovati a non poterne usufruire perchè “scaduti”! Ciò comporta una perdita annuale per il lavoratore di circa 200 euro, mentre alle aziende fornisce introiti che arrivano addirittura fino a 150 milioni di euro l’anno. Come è possibile che i buoni pasto abbiano una scadenza visto che rappresentano i soldi dei lavoratori? Può, il lavoro, essere pagato con del denaro da spendere obbligatoriamente entro una certa data altrimenti lo si perde?

I lavoratori che usano i buoni pasto sono 2 milioni e 100 mila, e la maggior parte li utilizza per fare la spesa negli alimentari convenzionati o nei ristoranti. Molti, però, sono i punti vendita che si rifiutano di accettare il pagamento con i buoni pasto, in quanto i tempi burocratici necessari per recuperare i soldi sembra siano abbastanza lunghi, e quindi il lavoratore/consumatore ha difficoltà anche nel trovare chi accolga con favore che il pagamento non avvenga in contanti. Altro problema constatato dall’ Adoc riguarda, però, anche il valore di questi buoni pasto. Guardando gli altri paesi europei, ci si rende conto che come al solito l’Italia non si è adeguata al resto d’Europa, lasciando il valore dei ticket fermo addirittura a 15 anni fa.

Da noi un buono pasto vale in media 5,29 euro; in Spagna, il valore del ticket è di 9 euro, in Francia è di 7 euro, in Lussemburgo è di 8,40 euro. In quest’ultimo Stato, inoltre, è possibile non spendere l’intera cifra del buono pasto ed ottenere il resto. I ticket andrebbero consumati per un pasto, ma  il loro valore attuale e i prezzi al consumo permettono davvero poco: con 5,29 euro a mala pena si riesce a comperare un panino ed una bottiglia d’acqua, ed anche per questo, in molti preferiscono spenderli per la spesa. L’ Adoc chiede, inoltre, l’abolizione dell’asta al ribasso per il pagamento entro 30 giorni all’esercente, per evitare che quest’ ultimo aumenti i prezzi per rifarsi sui consumatori, anche quelli che non godono dei buoni pasto.

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