In Italia ancora troppo grande il digital-divide

di pierfrancesco99 Commenta

La questione non si trova in nessun programma elettorale eppure l’importanza di internet ed il relativo superamento del digital divide è una priorità per l’Italia pari al ponte sullo stretto, alla Tav o al completamento della Salerno-Reggio Calabria. L’allarme è stato lanciato ieri da Paola Manacorda che lascia intendere che tutto quello fatto fino ad oggi non basta a garantire a cittadini e imprese una copertura adeguata ed uniforme delle linee di connessione ad alta velocità. La Manacorda ha detto:”La tecnologia Wi-Max e la possibilità di attivare accessi wireless a lunga distanza, in quest’ottica, sono solo un primo passo, ma per dare un sostanzioso impulso alla competitività del Paese e alla coesione sociale, occorre una regia forte per far convergere un mix di investimenti tra pubblico e privato volto alla costruzione di nuove reti per una banda veramente larga.”

Preoccupazione è stata sollevata anche dal commissario europeo Viviane Reding che ha richiamato le autorità italiane circa i ritardi cronici inaccettabili per quanto riguarda la diffusione della banda larga. La penetrazione della banda larga nel nostro Paese è cresciuta al 17%, ma resta comunque al di sotto della media Ue del 20% pagando la mancanza di infrastrutture e il ruolo “ingombrante” di Telecom Italia, che lascia agli operatori alternativi una quota di mercato del 35,2%.


In Europa trainano la situazione paesi come la Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia sono invece gli Stati più virtuosi, con punte di penetrazione alla fine del 2007 intorno al 30%, rispetto al 22,1% degli Stati Uniti (di cui fanno meglio anche Regno Unito, Belgio, Lussemburgo e Francia). La Reding, in proposito, ha fatto notare come via sia ancora poca concorrenza nella fornitura di servizi di fonia su rete fissa, nell’86,5% dei casi l’utente vi accede attraverso l’infrastruttura dell’operatore ex monopolista (la percentuale sale sopra il 95% in 12 Stati membri), e come i servizi di rete fissa (voce e connettività Internet) siano confinati di fatto su scala locale, con solo il 30% delle attività dei principali operatori volto al di fuori dei rispettivi mercati di appartenenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>