Ancora tagli università Genova: stop mense gratis e ridotte borse di studio

di Redazione Commenta

A Genova in questi giorni sono scesi in piazza gli studenti, per proclamare il diritto allo studio: non solo gli studenti delle scuole superiori, ma anche gli universitari, preoccupati per i tagli al bilancio dell’Arssu, l’agenzia regionale che gestisce le case dello studente e le mense per gli studenti fuori sede, pendolari e che rientrano nei parametri reddituali tali da consentire lo sgravio. Arssu gestisce tutte le mense universitarie della Liguria, di cui otto a Genova.

Dall’anno prossimo i prezzi aumenteranno, non ci sarà più la colazione gratis che 900 studenti alloggiati nelle case dello studente ogni mattina avevano a disposizione. Pranzo e cena non saranno più gratis, ma occorrerà pagare, seppur somme molto irrisorie. L’azienda ha un bilancio di 6 milioni e 720 mila euro all’anno, ma nel 2011 dovrà fare i conti con un taglio del 1012%, per questo motivo ha annunciato l’aumento dei prezzi. Incertezze anche per quanto riguarda le borse di studio. Gli aventi diritto in graduatoria sono più di 4 mila, ma l’Arssu potrebbe non riuscire ad erogarle tutte.

Per ora non c’è nulla di definitivo, ne stiamo discutendo in consiglio d’amministrazione – sottolinea Roberto Dasso, direttore di Arssu -. Ma i tagli ci sono e quindi siamo costretti a rivedere alcuni dei nostri servizi. A cominciare dalla colazione gratis, un’istituzione per gli 853 universitari alloggiati nelle case dello studente della città. Insieme a Pavia siamo l’unica città d’Italia a fornire la colazione gratis. È ancora presto per dirlo, ma credo che questo servizio andrà riconsiderato. Stiamo considerando un aumento ma in misura uguale per tutti. L’ipotesi è di aumentare il prezzo, per tutti, di 50 centesimi: da 1,80 a 2,30 euro, da 4,50 a 5, da 5,50 a 6 euro. L’anno scorso abbiamo ricevuto dallo Stato 5,5 milioni di euro. Per quest’anno siamo ancora in subbuglio. Daremo la precedenza a chi è già stato titolare l’anno scorso di una borsa di studio, ma non è escluso che tra gli studenti del primo anno qualcuno dovrà rinunciare.

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