A Savona visite gratuite per la giornata mondiale contro l’ictus

di Redazione 2

L’ictus purtroppo é una patologia che colpisce spesso all’improvviso, ma questo non significa che non possa essere prevenuta. Un ictus è una interruzione della fornitura di sangue in qualsiasi parte del cervello. E’ chiamato anche infarto cerebrale. Ne esistono di diversi tipi ma quello più diffuso é l’ictus ischemico che avviene quando il sangue al cervello è bloccato da un coagulo di sangue. I sintomi sono molto spesso improvvisi e possono comprendere, a seconda dell’area colpita, inizialmente una confusione generale, insensibilità o paralisi unilaterale, può risultare difficile parlare e seguire i discorsi e in seguito possono esserci dei svenimenti.

Asl2 aderisce alla giornata mondiale contro l’ictus cerebrale, promossa dalla World stroke organization e per domani il reparto di Neurologia dell’ospedale San Paolo di Savona effettuerà visite mediche gratuite dalle ore 9 alle 12. Le persone che risulteranno a rischio elevato, potranno essere sottoposte ad ulteriori esami. Anche l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, agli stessi orari darà luogo a una giornata di informazione per conoscere i pericoli e informazioni su questa patologia. In una saletta verranno proiettate diapositive a ciclo continuo, realizzate la parola d’ordine é informare la popolazione sui fattori di rischio, sulle modalità di esordio e ogni partecipante potrà rivolgere domande agli esperti. Un medico risponderà alle domande poste dai cittadini, al fine di chiarire eventuali dubbi.

Per maggiori informazioni chi lo desidera può contattare i seguenti numeri telefonici: 019/840.4282 – 019/840.4238. L’iniziativa è promossa dalla World Stroke Organization che anche quest’anno utilizza la parola d’ordine “ONE IN SIX” per spiegare che nel mondo,  addirittura 1 persona su 6 avrà un ictus, nell’arco della sua vita, in Italia colpisce circa 200.000 persone ogni anno. Non c’è una maggiore incidenza tra il sesso femminile o maschile. Non ne sono esenti anche i giovani: circa 4.200 delle persone colpite ha un’età inferiore ai 45 anni. È quindi importantissimo lanciare un messaggio e soprattutto che questa consapevolezza raggiunga sempre più persone nel mondo.

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