Risparmiare sulla benzina usando i funghi: nel 2020 si potrà

di Redazione Commenta

 Chi l’avrebbe mai detto? Un fungo ci farà risparmiare sulla benzina? Ebbene sì. Recentemente è stato scoperto un fungo che sintetizza gas e idrocarburi (che hanno composizione chimica molto simile a quella delle sostanze presenti nel diesel) in modo naturale, grazie allo smaltimento di resti vegetali costituiti da cellulosa. A scoprire questo particolare organismo è stato lo scienziato Gary Strobel, il quale ha anche affermato che il “Gliocladium” (questo il nome del fungo), potrà rappresentare una valida alternativa all’etanolo. Sicuramente durante la Roundtable On Sustainable Biofuels avranno un particolare in più da considerare.

Peculiarità di questo fungo è la capacità di produrre miscele gassose di idrocarburi. Difatti le sostanze sintetizzate, essendo allo stato aeriforme, sono più semplici da “raccogliere” e purificare a discapito dei biocarburanti liquidi, che necessitano di ulteriori lavorazioni. Oltre a ciò questi vapori sono costituiti prevalentemente da molecole che compongono gli attuali idrocarburi fossili utilizzati.

Molto interessante il metodo di produzione di questi biogas attraverso l’uso della cellulosa. Difatti essa costituisce tutte quante le piante e vegetali presenti in natura, e per questo costituirebbe un’ampia gamma di materiale a disposizione per i vari processi chimici del fungo. Il tutto ecologico al 100%.

Per ora il Glicocladium è ancora in fase di analisi e di studio, ma si presuppone che il biocombustibile da esso sintetizzato potrà alimentare un motore e, molto probabilmente nel 2020, sostituire un decimo degli odierni combustibili.

Da ricordare però che l’idea di adottare un fungo come fornitore di bioenergia non è recente ma anzi, è nata durante la seconda guerra mondiale, periodo in cui sono state scoperte le caratteristiche del Trichoderma Reesei. Questo organismo è in grado di sintetizzare zuccheri semplici a partire da fibre vegetali ed etanolo da cellulosa e rifiuti urbani organici. Oggetto di studio è l’individuazione della sequenza del genoma che permetterà di capire il meccanismo, con il quale il fungo trasforma la cellulosa in enzimi in maniera così efficente. Tutto ciò che possiamo fare per ora è aspettare e sperare di poter finalmente risparmiare sul caro benzina.


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