Fondo comune di investimento e risparmi: meglio investire in fondi chiusi o aperti?

di Redazione Commenta

Un fondo comune d’investimento è uno strumento di investimento collettivo del risparmio: si tratta di un patrimonio composto da una pluralità di partecipanti, ciascuno dei quali possiede una quota proporzionale all’importo che vi ha versato. In sostanza il sottoscrittore di un fondo comune di investimento affida i propri risparmi alla società di gestione che investe i capitali, conferiti al fondo comune, in azioni, obbligazioni e altri valori mobiliari per conto e nell’interesse di tutti i partecipanti.

Il capitale raccolto dal fondo viene quindi suddiviso in quote che inizialmente assumono il valore nominale per esempio di 10 Euro; successivamente, modificandosi il valore delle attività in cui il fondo è investito (perchè la società di gestione avrà il compito nonchè l’interesse di aumentare il valore del patrimonio), assumono un valore quotidiano che deriva dal rapporto tra la valorizzazione delle attività del fondo, ed il numero di quote in circolazione.

I fondi d’investimento possono essere chiusi o aperti a seconda dello smobilizzo:
– i fondi aperti sono caratterizzati dal diritto dei partecipanti di chiedere in qualunque momento il rimborso del proprio investimento;
– nei fondi chiusi in numero delle quote di partecipazione è fisso ed il diritto di rimborso è riconosciuto solo a scadenze predeterminate. Per cui per uscire dal fondo prima della scadenza si potrà solo vendere la propria quota sul mercato ma non si potrà recedere prima della scadenza.

Da ciò si deduce che i fondi d’investimento aperti godono di una maggiore liquidità rispetto a quelli chiusi.

Occorrono grossi capitali per investire in un fondo comune? Il risparmiatore può investire anche piccole somme (di solito, la quota minima di sottoscrizione iniziale è di 2.500 Euro, ma non mancano fondi accessibili con 500 o addirittura con 125 Euro).

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