Paniere Istat 2014, come e dove spendono gli italiani

di Redazione Commenta

L’Istat aggiorna il suo paniere dei prezzi 2014, ovvero l’elenco di prodotti sulla base dei quali calcola l’inflazione in Italia, testimoniando alcune interessanti variazioni nelle abitudini di spesa degli italiani, dal boom della sigaretta elettronica al diffondersi delle cialde per il caffè.

I cambiamenti all’interno del paniere dei prezzi Istat, che ora conta 1463 prodotti censiti, risultano interessanti per indagare i nuovi prodotti che si inseriscono nel mercato e vengono maggiormente acquistati dagli italiani, nonché nuove tendenze e prodotti che invece risultano via via meno ricercati.

Anzitutto è da registrare un dato di fatto: gli italiani spendono per la sigaretta elettronica, i liquidi e gli accessori. Il boom dello svapo prosegue, seppur sotto la minaccia della mega tassazione voluta dal Governo che potrebbe, se non uccidere il settore, ferirlo gravemente. Secondo moltissimi studi la sigaretta elettronica sarebbe decisamente più salutare delle sigarette classiche, inoltre può (a seconda dei casi) permettere anche dei risparmi non da poco, fattore da tenere sempre in considerazione nel periodo di crisi in cui viviamo.

Si fa notare inoltre, nelle variazioni del paniere dei prezzi Istat, l’affermarsi sempre più netto delle cialde o delle capsule per il caffè: la tradizionale moka vede quindi una più forte concorrenza da parte delle macchinette elettroniche. Senz’altro positivo è inoltre l’ingresso nel paniere dei sacchetti ecologici per la raccolta dell’umido: gli italiani ne acquistano di più e con più costanza, fattore che testimonia una migliore attenzione per l’ambiente.

Oltre alla crescita degli acquisti delle cialde di caffè si registra anche l’entrata del paniere, e quindi la crescita sul mercato, di formaggi confezionati, spalmabili o già grattugiati. Due fattori che sembrano indicare che gli italiani, nella vita di ogni giorno, vanno sempre più di fretta.

Inoltre è da notare come gli italiani, nonostante le difficoltà economiche del momento, continuino a non spendere per riparare gli oggetti elettronici: la voce “Riparazione apparecchio audiovisivo o informatico” è ormai fuori dal paniere dei prezzi Istat.

Photo Credits | A. Currell su Flickr

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