Finanziamenti: prestiti a tasso zero, o quasi

di Paola Assanti Commenta

Tutti vorremmo spendere poco ed ottenere il massimo, e spesso questa illusione ci viene data sia dai negozianti, con i loro allettanti saldi, sia dalle banche, con i loro finanziamenti vantaggiosi, ritrovandoci a spendere, chissà come, molto più di quanto avremmo dovuto o di quanto avessimo preventivato. E’ consigliabile fare attenzione e diffidare da quelli che sembrano investimenti “sicuri”, o prestiti “a tasso zero”. Dietro quest’ultima dicitura, difatti, si cela una vera trappola. Prima di stipulare questo particolare tipo di prestito, a prima vista vantaggioso, è bene leggere con molta attenzione il contratto e soprattutto le clausole, spesso scritte in piccolo e a fondo pagina. Per quel che riguarda il costo di un finanziamento non basta solo che il Tan (tasso annuo nominale) sia uguale allo 0%; il costo complessivo del prestito, infatti, è rappresentato dal Taeg,  tasso annuo effettivo globale, che esprime l’effettivo costo del finanziamento e che quasi mai è uguale a zero.

Nel caso in cui lo fosse, sarebbe alto il rischio di avere qualche “brutta sorpresa”, scoprendo più in là dei “costi nascosti”! Recentemente, difatti,  l’ Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha sanzionato, con l’accusa di pratiche commerciali scorrette, tre società legate da rapporti inerenti una proposta di finanziamento per il credito al consumo con  Tan e Taeg che, secondo quanto pubblicizzato, erano allo 0%. Con tale formula, il consumatore si ritrovava a non dover pagare alcuna spesa, mentre era presente, e ben nascosto, un costo accessorio rappresentato dalle spese di incasso della rata mensile del finanziamento, di cui il consumatore non era al corrente e che non erano state incluse al momento della determinazione del Taeg.

L’ Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha così multato le tre società con 180 mila euro, sottolineando che le spese per l’incasso della rata, se non incluse nel Taeg, non forniscono le informazioni corrette al consumatore, traendo quest’ultimo in inganno. La spesa di incasso della rata, di per sé futile perchè pari a circa un euro al mese, può però pesare sensibilmente nel caso di un finanziamento il cui prestito risulti essere di basso importo. E’ bene, quindi, non fidarsi completamente di quei messaggi che sembrano troppo allettanti: cerchiamo sempre di avere delucidazioni in merito a qualunque cosa. Le pubblicità ci invitano a non perdere determinate promozioni: a volte, però, è meglio perderle che avere delle sorprese in futuro!

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