Epatite B: visite gratis in tutta Italia

di Giada Aramu Commenta

Si aprono oggi le visite gratuite dedicate alla prevenzione e ai controlli per l’epatite B, una delle malattie più diffuse al mondo, poco conosciuta e, purtroppo, poco controllata. Per dare modo a tutti i cittadini di controllare il proprio stato di salute si apre, dal 21 maggio al 15 giugno, la campagna “Epatite B: usa la testa, fai il test”.

La campagna sarà modo a tutti di partecipare agli appuntamenti di informazione e conoscere meglio i comportamenti a rischio e le situazioni di contagio. Oltre all’informazione, tutti i cittadini potranno affrontare gratuitamente il test dell’epatite B, una possibilità alla quale potranno accedere anche gli stranieri residenti in Italia, la Campagna, infatti, sarà comunicata a tutti i cittadini in lingua italiana, inglese, rumena, albanese, ucraina e polacca.

Per poter prenotare il proprio test sarà sufficiente chiamare il numero verde 800.027.325 o collegarsi al sito www.epatiteb2012.it dove sarà possibile scoprire la piazza italiana più vicina alla propria residenza e presentarsi nella sede degli esami.

L’iniziativa è promossa da Associazione Italiana per lo Studio del Fegato, Società Italiana di Gastroenterologia, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, Società Italiana di Medicina Generale. L’evento è organizzato con il supporto della Federazione Nazionale delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private e il contributo di Bristol-Myers Squibb. Sottoporsi al test è importante e i motivi sono ricordati dallo stesso comunicato dell’evento, che sottolinea le modalità di contagio e la grande diffusione del virus:

Il virus dell’epatite B (HBV) è 100 volte più contagioso dell’HIV. La maggior parte dei contagi avviene mediante rapporti sessuali non protetti o scambio di siringhe o aghi contaminati, ma anche attraverso la condivisione di spazzolini da denti o rasoi e con l’utilizzo di strumenti non sterilizzati per piercing e tatuaggi. Nell’80% dei casi l’infezione si risolve spontaneamente, ma in circa il 20% dei casi evolve in una forma cronica estremamente pericolosa.

Photo Credits | Thinkstock

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