BOT, CCT, CTZ: investire i risparmi in titoli di Stato

Se seguite il nostro blog siete certamente dei risparmiatori e per tale ragione avrete probabilmente un gruzzoletto più o meno piccolo (ed anche più o meno grande perché no) in deposito in banca, alla posta, o sotto il mattone. Avete mai pensato di investire i propri risparmi? Forse sì, ma qualcuno ci avrà rinunciato, sarà perché a volte recandosi in banca e chiedendo informazioni non si capisce nulla di quello che dicono e sarà perché non ci fidiamo e finiamo per tenere i nostri risparmi al sicuro sotto la nostra bella mattonella. Innanzitutto facciamo una premessa: in banca non troviamo dei consulenti, sebbene così vengano chiamati, ma dei venditori. In banca vendono i loro prodotti anche se non sono i più efficienti sul mercato. Il fine della banca è ovviamente guadagnare, perché è una società a scopo di lucro a tutti gli effetti (ci sono anche le banche cooperative, ma rimandiamo questo argomento ai prossimi articoli). Quindi che fare? Quale potrebbe essere l’investimento più sicuro? Ovvero qualcosa che potrebbe farci guadagnare con certezza?
Iniziamo subito a sfatare alcuni miti: di certo non v’è nulla, ma qualcosa che si avvicini molto c’è. Attenzione ai titoli che promettono guadagni troppo alti, dietro queste promesse spesso, si cela una situazione drastica dell’azienda che sta emettendo il titolo: probabilmente l’azienda ha urgente bisogno di liquidità e la cerca dai risparmiatori emettendo obbligazioni, le obbligazioni infatti non sono altro che un prestito che si fa a quella determinata società. Può succedere che il prestito lo si faccia anche allo Stato: ecco quindi che nascono i titoli di Stato. Essi sono strumenti di investimento estremamente interessanti per la loro sicurezza ma come tutte le forme di investimento, contengono comunque elementi di rischio, che però sono molto minori rispetto agli investimenti azionari o obbligazionari del settore privato.
Ecco perché ricordiamo sempre di non fidarsi dei rendimenti troppo elevati, e accenniamo, a riprova di quello che stiamo dicendo, a quanto successo in Argentina anni fa, quando lo Stato emise Bond a rendimenti elevati e poi risultò insolvente. I rischi che alla scadenza l’emettitore non sia in grado di pagare il dovuto sono comunque relativamente bassi, almeno per gli Stati che presentano un minimo di solidità economica e diciamo che in Italia possiamo andare tranquilli.
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Scritto da Laura Ricciardi







Non sarei così sicuro di investire in Titoli italiani: lo spread nei confronti dei titoli tedeschi si sta alzando, perciò è meglio andare su titoli più sicuri: Bund tedeschi o titoli francesi
Vi conviene aprire un bel conto con Fineco, IWbank, ecc e lasciare i soldi lì: gli interessi sono più alti
Ma a parte tutto sono sempre briciole.
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